Il lamento di me stessa su un treno

Bella la notte al di là  del vetro di un treno, soprattutto quando mi porta da te e nell’oscurità  si nascondono tutte le possibilità  che in questa giornata molto grigia e un po’ amara mi aspettano di soppiatto anche se io non lo so, anche se io non ci credo poi molto.
Bello pensare che sto viaggiando ancora, un viaggio breve e usuale, ma così prezioso oggi, perché mi allontana e mi avvicina, perché mi lascia il tempo e il silenzio per pensare e decidere. O aspettare, ancora un po’.
E’ strana l’impressione ricorrente, le lacrime sempre in agguato, la voglia di fare e un macete sulle ali, i soldi, la solitudine di una stanza sempre vuota che invece no, potrebbero starci in tanti ma non riesco a fare tutto, alla fine.
Mi piace il mio respiro contro il finestrino, mentre con le mani cerco il buio per guardare fuori, e intravedo campi, e case illuminate, e fabbriche spente, e vite, e vita, in generale, che alla fine io sono su un treno e altri no, io sono viva e altri no, io me la devo gustare, perché altri non possono più o non hanno mai potuto.
E per questo sento sempre il peso di meritarmela questa vita casuale che è toccata a me e non a un altro, sento sempre di essere troppo stupida, troppo ingenua, troppo grassa, troppo bassa, troppo illusa, troppo arrogante, sono troppo e vorrei essere un po’ di meno, sogno troppo e vorrei sognare un po’ di meno, vivo troppo e vorrei vivere un po’ di più.
Nelle stazioni mi prendo qualche istante per respirare, per ricordarmi che a volte il turbine si ferma, che a volte la quiete esiste, a braccetto con la felicità , legata a doppio filo con l’accettazione.
Però non funziona molto, e continuo a volere le cose così forte che mi esce il sangue dal naso e la gente pensa che io sia pazza o solo furba o forse semplicemente fuori posto.
Fuori posto, certo, perché non mi adeguo. Ma non mi adeguo perché non capisco come si fa.

Preghiera estemporanea: Dio in cui non credo, ti prego, perché proprio io mi devo arrabattare con idee strambe e curiose quando potrei essere felice se mettessi da parte l’ego, il mio io, se avessi idee da pensare da scambiare con cose da fare, oggetti invece di processi, sorrisi ipocriti e vigliacchi anziché rapporti sinceri? Dio in cui non credo, ti prego, fai uno dei tuoi miracoli, con quasi tutti gli altri funziona, con quasi tutti ci sei riuscito, perché non provi ancora, anche con me. Perché non mi fai questo regalo? Pinocchio voleva diventare un bambino vero, e l’hai esaudito. Io vorrei solo diventare una bambina stupida. Si può?

Che poi ci sarebbe anche da discutere sul concetto di stupidità . Come quel film in cui tutti erano vampiri tranne uno e però questo qui voleva ammazzare tutti i vampiri, ma ormai i vampiri erano i buoni e lui il cattivo. E’ la stessa cosa, sono stupidi gli altri o sono stupida io che non riesco a essere stupida come tutti? E’ un dilemma da bar irrisolvibile, temo.
E poi tutto questo tempo fatto di malessere e cose non dette, ma vi pare? Tutti questi minuti della mia ormai breve vita che vengono sprecati in elucubrazioni di un’inutilità  sconcertante…
Pensavo che alla fine io di T.S. Eliot avrei potuto innamorarmi. Questo è un pensiero utile. Su questo vale la pena passare un pomeriggio a riflettere. Eliot, la poesia, le parole, la nostra identità , l’amore, amare qualcuno che non esiste. Perché alla fine amare un morto è come amare un fantasma o un’idea o un’icona, non esiste e basta, esiste nel racconto, nella memoria, nel resoconto. Un morto è come il personaggio di un libro, c’è ma non ne hai le prove, sono tutte indiziarie, perché in effetti non c’è più.
Forse è questo che ci succede, quando moriamo ci trasformiamo in storie, in racconti per qualcun altro che resta, in memoria di noi che si tramanda tra chi non ci conosce o ci conosceva e ci ricorda o ci reinventa. Bella la morte vista così, come un divenire racconto, divenire storia. Muoio e divento immortale, anche se non scrivevo, anche se non recitavo, anche se non.
Muoio e divento narrare di me.
Quindi sarà  meglio se prima di morire mi dò un po’ da fare ed evito di passare il tempo a scrivere in rima anziché alzarmi in piedi e cantare, o viaggiare, o ridere con persone che mi amano davvero.
Sarà  meglio.

Non sono poi tanto speciale

Dicevo, non sono poi tanto speciale se anche io mi commuovo per una canzone della pubblicità …

I hurt myself today
To see if I still feel
I focus on the pain
The only thing that’s real
The needle tears a hole
The old familiar sting
Try to kill it all away
But I remember everything

What have I become?
My sweetest friend
Everyone I know
Goes away in the end
You could have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt

I wear this crown of shit
Upon my liar’s chair
Full of broken thoughts
I cannot repair
Beneath the stain of time
The feeling disappears
You are someone else
I am still right here

What have I become?
My sweetest friend
Everyone I know
Goes away in the end
You could have it all
My empire of dirt
I will let you down
I will make you hurt

If I could start again
A million miles away
I would keep myself
I would find a way

Problemi tecnici

C’è stato un po’ di casino per colpa di Virtuozzo.
Ma ora va tutto bene. Peraltro i miei dati sono rimasti anche se non facevo backup da mesi.
Grazie a chi di dovere…
Come dicevo nel post precedente, tornerò…
Con calma.
Mi sto godendo questo quasi autunno lento e tranquillo, nonostante il milione di cose da fare.

Tornerò

In ginocchio da te.
No, nel senso che non c’ho voglia di scrivere qui, in questo mese.
Mi sento più… Come dire… Boh.
Ho finito Fahrenheit e mi ha fatto schifo.
Però Animal Crossing per DS spacca!
Se qualcuno vuole il mio codice amico, non deve far altro che chiedere. E poi ci facciamo le visite!
Ok, forse devo smetterla di essere così alienata…

Bedonia

“In my restless dreams, I see that town.
BEDONIA.
You promised you’d take me there again someday.
But you never did.
Well I’m alone there now…
Waiting for you…”In our “special place“…

Roba che uno finisce di giocare a Silent Hill 2 e poi ci si ritrova, a Silent Hill.
Che almeno lì c’era la nebbia e non si vedeva molto…
Invece qui…
=_=’
Cittadina insignificante.
B&B ricco di emozioni (gestore affabile e gentile, ma ambiente un po’, come dire… Alla Silent Hill, appunto?)

Però bella Bardi e il Castello