
Vorrei avere post-it come questo di questo posto per tutta la vita.
In giro.
A caso.
Vero-falso.
Luce-buio.
Cinema.
E anche il Friuli non è niente male!
Anzi, come dice Giacomo…
FRIULIIIIIII (con aria di rispetto imperituro)!

Vorrei avere post-it come questo di questo posto per tutta la vita.
In giro.
A caso.
Vero-falso.
Luce-buio.
Cinema.
E anche il Friuli non è niente male!
Anzi, come dice Giacomo…
FRIULIIIIIII (con aria di rispetto imperituro)!
Nella vita c’è chi ha un progetto e chi va a caso.
A quanto pare, di recente (“dicunt”), ho scoperto di “andare a caso”.
Eppure sono anni che cerco quel maledetto manuale, “Come organizzare tutto e credere in Dio in 10 piccoli passi di bimbo”.
E invece no.
Comunque, visto che dovrò bruciare all’inferno, facciamolo per bene.
Promuoviamo altri non-progetti di vita come questo!
Che poi a dirla tutta a me non cambierebbe niente. Voglio dire, per citare un film cardine, non è che questa è una storia NON seria. Che poi cos’è una storia non seria? Si scopa ridendo?
E’ una questione di principio.
Finché la gente come lui pensa che i veri problemi del mondo siano due persone entrambe con l’uccello che si amano e _sacrilegio, Sacripante_ vivono sotto le stesso tetto, beh, ecco, allora io mi sento in diritto di NON fare, di NON aderire. Almeno finché non mi costringono. Perché prima o poi mi costringeranno, lo so.
Minaccia.
Siamo una disgustosa minaccia, noi e tutti quelli come noi che non vogliono mettere da parte quel 5% di cervello che ci è concesso di usare.
O quel 100% di cuore.
“Lascia entrare Dio nel tuo cuore”
“No grazie, ho finito le monetine e poi c’ho l’intolleranza”
L’intolleranza a Dio. Che se lo scrivo io sembra una bestemmia, poi se uno invece dice che “Un problema ancor più grave sarebbe rappresentato dalla legalizzazione delle unioni di persone dello stesso sesso, perché, in questo caso, si negherebbe la differenza sessuale, che è insuperabile (…), che il diritto non esiste allo scopo di dare forma giuridica a qualsiasi tipo di convivenza”, allora questo è normale, è socialmente accettato, è politicamente condiviso da quelle mezze pippe che sono costretta a votare ogni 4 anni.
E mi sono anche rotta le palle di chi dice “Ma io credo in Dio, non alla Chiesa”. Cazzate. Da domani vado a far esplodere bombe in nome dell’anti-consumismo e però dico che credo nell’anti-consumismo, non nel terrorismo.
Non facciamoci ridere. Siete tutti colpevoli, e tanto, e l’unica cosa che ci salva, in questo momento, è che alla fine non avete VERAMENTE potere legislativo e che non potete più mettere in galera la gente a caso o, ancora meglio, bruciarla viva al posto dell’agnello pasquale.
Siete squallidi, perché ci fate perdere tempo dietro a ovvietà che altrove (forse anche in Qatar) sono legge, mentre per questa Wasted Land che è l’Italia Dio sembra avere sempre piani un po’ retrò.
Una delle cose peggiori è che siete contagiosi, cazzo. Trasmettete questo vostro becero amore per il senso di colpa, per il sordido, per il represso. E così trasformate un bisogno sociale in una “deviazione” (testuali parole di una vostra psicologa, cioè ci rendiamo conto? Una psicologa LAUREATA che dice che l’omosessualità è una deviazione), trasformate la quotidianità in una battaglia di bandierine e ostentazione, costringete a spettacolarizzare la vita, trattate gli esseri umani come bestie allo zoo: sono come tutti gli altri, ma intanto vi divertite a guardarli morbosamente, a punzecchiarli, perché tanto finora la legge è dalla vostra parte e non dalla loro.
Ma finirà . La dovrete piantare di fare ingerenza nella Res Publica, la dovrete smettere di rompere le palle, di influenzare, di proclamare, di commettere reati che restano impuniti solo perché siete tanti, intoccabili e “buoni”.
Non c’è niente di eversivo nella vostra storia, forse solo Gesù, e avete trasformato pure lui in un fenomeno da baraccone, in un marchio registrato, per renderlo portavoce del fenomeno di marketing più riuscito della storia dell’umanità .
Bene, avete avuto i vostri cinque minuti (che son durati più di duemila anni) di gloria, ora basta, fuori dalle palle, accettate l’evoluzione anche se non siete darwiniani.
O meglio, combattiamo ad armi pari: smettetela di trincerarvi dietro questo stantio e appannato buonismo, perché la vostra voce melliflua che dice e ripete proclami degni del peggior razzismo è un inganno. Smettetela di fare i buoni, giochiamo ad armi pari, dite che avete paura di perdere questi barlumi di privilegio che ancora trattenete coi denti, dite che avete paura che gli ottusi scoprano che sono stati duemila anni di bugie, siate sinceri.
Ma io mi illudo.
Non sarete mai sinceri. Sarebbe, appunto, una lotta ad armi pari, e perdereste in volata, così, al primo round.
Vinceremo noi, perché l’evoluzione vince sempre (anche se voi ancora non l’avete imparato). Solo che nel mentre fa male vedere quanto potere ancora avete.
E’ eversivo essere cristiani? Mi spiace, no. E’ comodo.
E’ la via di fuga più semplice e più diretta e più socialmente accettata.
E’ il senso di colpa mascherato da “bene”.
E’ la risposta più facile (e più sbagliata) alla domanda “Perché viviamo”.
Facile avere 4 lettere come risposta (o 3, o 8, a seconda).
Molto più difficile guardarsi dentro.

Ciao zio, come stai? Io benone, anche se non scrivo tanto.
Però oggi ho riletto alcune righe di Borges e ho pensato che dovevo scrivertele.
Ti ricordi, a Natale, che ci siamo visti e sono fuggita dal pranzo dei parenti e abbiamo parlato, tra un bicchiere di grappa e l’altro, di letteratura, di me, di te, del mondo, di quello che leggi, di quello che scrivo, di quello che sono.
E che ho pianto e tutti pensavano (ma l’Ilaria aveva capito) che tu mi avessi messo alle corde e che mi stessi facendo un processo alle intenzioni e invece io ero felice perché finalmente qualcuno mi faceva delle domande, perché ti e mi interrogavi sulla scrittura, sul significato, sul senso, ecco.
Io ancora non ti posso “far vedere”, perché sono lenta e indolente, perché ho paura, perché non è sempre così facile finire le cose e dar loro una forma, però ci provo.
Ecco però leggendo il nostro Borges, oggi, ho trovato un po’ delle parole che danno risposta alle tue e alle mie domande.
E’ arrogante prenderle e attribuirsele, però sono vere e sono la cosa che più si avvicina alla verità .
Alla mia verità , quantomeno.
“L’opera non patteggerà con l’impostore Gesù Cristo”.
Buckley nega Dio, ma vuole dimostrare al Dio inesistente che gli uomini mortali sono capaci di concepire un mondo.”
E allora te le dedico, queste parole, perché nessuno come te, finora, mi ha aiutato tanto senza dire troppo, mi ha aperto gli occhi senza impormi una risposta, nessuno come te mi ha fatto sentire come Stephen Dedalus, che cercava anche un altro padre e l’ha trovato.
A grande richiesta decido di scrivere due righe solo per togliere l’omino che si disarticola e muore scrivendo la tesi da in cima al blog.
Non ho tempo ma tornerò, intanto vi dico:
“Il bello della scrittura è che puoi scrivere cazzate e sostenere che si tratti di un espediente letterario”
Noto, intanto, che l’ominio trash continua a suicidarsi indisturbato qui sotto…
“Come ti chiami?”
“Helena”
“Dovresti cambiarlo, il nome. Trovartene uno con un po’ più di passione, magia e un pizzico di pericolo. Qualcosa come Valentine.”
(Neil Gaiman, su gentile concessione di Alice)
Ricominciamo a non dormire? No eh, per favore.