Del perché sono un'idiota

1- Penso di essermi accettata come sono, poi scopro che non ho capito come sono e che ho accettato un fake di me stessa. Poi ho pensato che quel fake fosse reale, poi mi sono fermata a pensare ma in realtà  non ho capito, ho mangiato del sushi e ho scritto a matita sul mio quaderno per soddisfare la mia parte finto-bohemienne e mi sono auto-definita ‘borghese’ con disprezzo

2- In una stradina della mia città , ho visto un ragazzo di colore e una ragazza di colore che cercava di salire su una bicicletta. Appena mi hanno visto, si sono immobilizzati, interrompendo qualunque cosa stessero facendo e io ho pensato che lui la stesse molestando, ‘D’altra parte è negro’, mi sono detta. Ho fermato la macchina poco più avanti e ho guardato nello specchietto retrovisore. Lui le stava insegnando ad andare in bici, lei non era capace, li ho sentiti distintamente ridere, si sono baciati

3- Prima di cena passeggiavo nell’ennesimo squallido centro commerciale della mia grigia città . Vedo Angela, una ragazza disabile di una decina d’anni più grande di me, che conosco di vista perché frequentava le magistrali mentre io andavo alle elementari dalle suore. Non abbiamo mai parlato, ma io me la ricordo, perché quando ero piccola mi aveva fatto molta impressione. Non può camminare e ricordo distintamente che quelle puttane delle magistrali del mio paese la tiranneggiavano e la prendevano in giro. Una volta che doveva andare in bagno le avevano fatto credere che non ci fosse nessuno, poi in realtà  dentro c’ero io che avevo 7 anni e quando lei ha aperto la porta, ed era sulla sua sedia a rotelle motorizzata e aveva la faccia un po’ storta io mi sono spaventata e loro hanno riso e lei si dev’essere sentita una merda.
Fatto sta che stasera la rivedo, sempre su una sedia motorizzata, ma bella, con un viso dolce e truccato gentilmente, i capelli neri, mentre, da sola, beve qualcosa a un bar e mangia qualche stuzzichino. Passo oltre, mi blocco, ci ripenso e torno indietro. Le chiedo se lei è veramente lei. Mi dice di sì e mi dice che si ricorda di me. Forse per quello stesso episodio del bagno, non posso saperlo, non glielo domando. Però parliamo per qualche minuto e scopro che è una psicologa e che aiuta i ragazzi all’università . Guardo il suo bicchiere solo e lei capisce: mi dice che sta aspettando suo marito e che devono fare la spesa. Le dico che la capisco e che lavorare a Milano è una fatica, ma si possono fare molte cose belle. Non abbiamo detto niente più di così, ma io ho capito e forse anche lei ha capito quello che ho capito io. E non è sola, e sembrava serena e probabilmente lo era. E se cerco di ricordare di che colore era la sua sedia motorizzata non lo ricordo, ma so benissimo che ha dei begli occhi marroni e i capelli lisci. E che è una persona gentile.
E so anche che quelle puttane che la deridevano staranno tristemente succhiando cazzi dopo squallide serate in discoteca, senza aver capito niente di quello che si può arrivare ad essere nella vita

4- Riesco sempre a restare in bilico e a portare sul bilico anche chi in bilico non sarebbe. Hai presente quando ti guardi indietro nella vita e ti dici ‘Se non ci fosse stata quella persona non ce l’avrei mai fatta?’
Ecco, io NON sono mai quella persona, io sono il grillo parlante, quello che sta sul cazzo a tutti e che dice cose ovvie, sono il classico essere che nella divisione del mondo tra ‘Geni’ e ‘Chi dice di essere genio’ si inserisce nella seconda categoria, sono la mediocrità  mascherata da brava ragazza e sono la mia falsa ambizione, la mia falsa facciata, la mia vera idiozia, la mia falsa voglia di fuggire, il mio senso di inadeguatezza eccetera eccetera eccetera

5- Passo per una strada dove una volta io e la mia amica Alice ci siamo nascoste mentre bigiavamo da scuola e vedo che ormai anche lì arrivano i tentacoli della Gallarate bene: gentaglia che ha costruito la reggia di Beverly Hills con tanto di piscina. Le case ‘popolari’ e da poveri che ci sono intorno spiccano per contrasto e fanno sembrare la reggia ancora più sontuosa. Poi mi ricordo che le testedicazzo proliferano ovunque e che ovunque andrò mi seguiranno. Nel frattempo mi dò dell’imbecille perché, nonostante tutto, sono ancora qui

6- Il silenzio e la solitudine di stasera non aiutano affatto. E so già  che, dato che non ci sei, non riuscirò a dormire, mentre quando sei qui mi addormento come un bambino in giro per casa.
D’altra parte questo post si intitola Del perché sono un’idiota, quindi…

Ah, Londra!

Scrivere a Londra
Nel frattempo sono stata a Londra. Quattro giorni in viaggio da sola, a una conferenza, alla British Library, a piangere sotto la statua di Peter Pan, a cercare una prima edizione di “Peter e Wendy” per 22.000£, insomma, le solite cose.
Per evitare saggiamente la malsana pasta/pizza che gli inglesi non sanno cucinare, ho preferito i ristoranti etnici e ho mangiato giapponese, vietnamita, libanese, indiano…
Non ho conosciuto nessuno, se non una gentile signora straniera che mi chiedeva “Ma voi come pronunciate ‘Serpentine’?”.
E’ stato bello non essere scambiata per una turista, vuol dire che ormai sto assumendo un’aria londinese. E non è niente male.

Ho scritto sul mio nuovo quaderno di pelle marrone con la mia stilografica, le briciole della mia colazione e l’erba di Kensington Gardens. Non credo di poter volere tanto altro, in fondo…

L'animale – Cioè me stessa

Come sono quando non mi vedo
Vivere non è difficile potendo poi rinascere
cambierei molte cose un po’ di leggerezza e di stupidità .
Fingere tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me
mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti
ch’è meglio se sto solo…
Ma l’animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l’animale che mi porto dentro vuole te.
Dentro me segni di fuoco è l’acqua che li spegne
se vuoi farli bruciare tu lasciali nell’aria
oppure sulla terra.
Ma l’animale che mi porto dentro
non mi fa vivere felice mai
si prende tutto anche il caffè
mi rende schiavo delle mie passioni
e non si arrende mai e non sa attendere
e l’animale che mi porto dentro vuole te.