Countdown

Cara Alice, nonostante le tue AMICALI parole di conforto, sono sempre sulle spine.

D’altra parte, mancano solamente 20 giorni all’ora della verità , periodo che trascorrerò con tutta la calma e la serenità  che le tue parole hanno saputo infondermi. Ossia agitatissima e nella morsa dell’angoscia.
Non che sia la fine del mondo, ne va solo del mio futuro, ma tant’è, marzo è un mese pieno di scadenze importanti, tanto valeva aggiungere altra carne al fuoco. Dio, che immagine raccapricciante.

E io, che avrei solo bisogno di un’amica che, con un drink in mano, su una terrazza alla moda di New York, mi dica che scarpe indossava quando ha perso la verginità .

Insomma, siamo qui, ora mi stampo un nuovo calendario così il conto alla rovescia passerà  più rapidamente. E poi mi metto a leggere riviste patinate da donne per confortarmi.

Giulia Passione: Sticazzi.

Giulia: “Vale mi sistemi il CV?”
Vale: “Sì, prima o poi sì…”
Giulia: “Vale mi sistemi il CV?”
Vale: “Sì, Giuly, dai, appena ho un momento.”
Giulia: “Vale mi sistemi il CV?”
Vale [febbricitante]: “Ok, hai ragione.”

Passo la domenica pomeriggio con 39 di febbre a sistemare il CV a mia sorella. Vuole fare richiesta a Binari Sonori per lavorare nel settore audio. Certo, è giusto, è la sua ambizione.
Dopo un’ora di febbricitante lavoro (in tutti i sensi) glielo mando e lei finalmente lo invia.

UNA SETTIMANA PIU’ TARDI…

Giulia: “Vale, quelli di Binari Sonori non mi hanno nemmeno risposto…”
Vale: “Boh, strano, di solito sono gentili, rispondono…”

LA SERA STESSA…

Giulia [al telefono, disperata]: “Vale! Ho fatto una cazzata! Ho mandato il CV vecchio, quello non corretto, a Binari Sonori!”
Vale: “Va beh, non era così male, alla fine… Era un po’ peggio ma si capiva…”
Giulia: “Sì ma non ti ricordi? C’era questa frase: ‘[esame su questi quattro programmi conseguito con 30 e lode….MA STI CAZZI???]‘…”

Mi immagino chi ha ricevuto il CV. Che l’ha letto. Poi l’ha riletto. Poi ha riso. Poi ha chiamato tutti i colleghi.

Mia sorella. Non ha prezzo.

MA STICAZZI?

Devo farmi dire chi sono veramente

E’ incredibile come nei momenti in cui sono un po’ dispersa nella mia vita mi riduca a fare test psico-attitudinali e della personalità  (sì, oltre che per lavoro) per capire o anche solo ricordarmi chi sono.

E’ squallido. Molto. E’ come quando fai i test di orientamento per l’università , moduli asettici e ridicoli, mentre basterebbe che uno dei tuoi insegnanti ti parlasse e ti consigliasse, e invece no, sembra che sei sempre sola contro i mulini a vento e gli insegnanti non ti insegnano tanto la strada che devi prendere quanto la crudeltà  del mondo.

Beh, almeno questo risultato mi piace…

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Nevicata. Sempre gradita.

Non ho molto da scrivere.
In realtà  ce l’ho, ma non qui, non adesso.
Ogni cosa a suo tempo.

Intanto, però, ha nevicato. Ho aspettato la neve così per tutte le vacanze di Natale, ovviamente è arrivata l’ultimo giorno, e siamo rimasti bloccati. Ma bloccati davvero, come testimonia la strada innevata e NON ripulita da nessuno…

Strada innevata

Sono stata a casa, con un misto tra senso di colpa per il giorno di lavoro saltato ma anche con un certo sentirmi al sicuro, mentre a Milano sembrava cascare il mondo e la terra e tutti giù per terra insieme.
Non è male sentirsi al sicuro, ogni tanto.

Poi la sera abbiamo preso il treno Sub-Umano per Milano e ora siamo qui in un appartamento di studenti aspettando domani per andare al lavoro, chi rischiando la vita prendendo la 91, chi rischiando la vita prendendo l’Alta Velocità  (che attualmente è immobile, quindi vabbè).

In realtà  ho scritto questo post solo per sfoggiare il mio meraviglioso nuovo-vecchio modo di postare le foto: con i Pushpin virtuali!
Ovviamente è Widget per Mac, si chiama Photo Drop ed è bellissimo…

A presto con qualcosa di più sostanzioso!

Il tè del venerdì

Mi piacciono i tè del venerdì con l’Ali, soprattutto se fuori nevica, soprattutto se in casa c’è un bel calduccio e ho ancora un po’ di marmellata (l’Ali se la dimentica sempre).

Parliamo e si ride un sacco. Poi però resto sola di nuovo e mi accorgo che non ho detto nemmeno la metà  delle cose che mi frullavano per la testa. Ma tanto, Ali, lo sai. Magari lo capisci lo stesso, magari no. Magari il prossimo venerdì va meglio e sarò un po’ più sensata.

Speriamo che riprenda a nevicare.
Mi sento un po’ sola, ma va bene così.