{"id":612,"date":"2015-06-17T13:51:12","date_gmt":"2015-06-17T11:51:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alchemicoblu.it\/?p=612"},"modified":"2015-06-17T13:51:12","modified_gmt":"2015-06-17T11:51:12","slug":"pari-opportunita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alchemicoblu.it\/old-blog\/2015\/06\/pari-opportunita\/","title":{"rendered":"Pari opportunit\u00c3\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>Da qualche tempo gira uno spot di una nota marca di pannolini che ti spiega come le differenze anatomiche tra bimbi\u00a0e bimbe non si fermino all&#8217;apparato riproduttore, ma si insinuino nelle profondit\u00e0\u00a0 culturali dell&#8217;educazione. Quindi se sei maschio, puoi essere un avventuriero, mentre se sei femmina \u00e8 meglio che tu ti faccia desiderare. Se sei maschio ti deve piacere il blu, se sei femmina il rosa. Se sei maschio puoi ambire a una vita di carriera e scoperta, se sei femmina ho gi\u00e0\u00a0 qui pronto un bel set di pulizie per la casa tutto per te. Rosa, ovviamente.<\/p>\n<p>Spero di non dover nemmeno cominciare ad argomentare quanto sia ridicola la differenziazione qui sopra, quanto sia retrograda e non solo sessista, ma biecamente consumista: ci educano, fin da piccoli,\u00a0ai settori di mercato che ci preparano quando diventiamo grandi. Bigiotteria, passatempi hi-tech, vestiti, attrezzatura per lo sport, automobili, arredamento casa: dobbiamo diventare dei consumatori diligenti, perch\u00e9 altrimenti pensa che casino se non riescono pi\u00f9 a sessizzare un divano, una collanina, un paio di scarpe, e cos\u00ec via. Saltano tutte le regole di mercato per cui la societ\u00e0\u00a0 si \u00e8 cos\u00ec ben strutturata, cos\u00ec che poi siamo noi stessi i primi a <em>volere<\/em> certe cose anzich\u00e9 altre, senza mai fermarci a chiederci se le vogliamo veramente o se \u00e8 un percorso culturale a beneficio di qualcun altro che ci ha portato a desiderare queste cose.<\/p>\n<p>Io, ad esempio, ho sempre comprato videogiochi. \u00e0\u02c6 un&#8217;industria? Certo che lo \u00e8. Cos\u00ec come l&#8217;industria editoriale, l&#8217;industria alimentare, l&#8217;industria cinematografica. E per\u00f2 io non ho mai comprato i &#8220;videogiochi da femmine&#8221;. Comrpavo, semplicemente, i videogiochi che mi piacevano. Cos\u00ec come i miei romanzi di formazione non avevano un target specifico, cos\u00ec come\u00a0i film che mi hanno cambiato la vita non erano &#8220;film da donne&#8221;. Il problema dei pannolini rosa e blu per femmine e per maschi \u00e8 una delle tante tappe miliari che noi e i nostri bambini dobbiamo compiere per diventare consumatori non responsabili, per farci riempire le case di cose che non ci servono, per convincerci a lavorare 100 ore a settimana per mantenere un tenore di vita che non ha nessun senso per noi e che, invece, \u00e8 la base fondante dell&#8217;economia in cui ci troviamo inseriti.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 l&#8217;aspetto, da madre, che mi interessa di pi\u00f9: cercare in ogni modo di passare un po&#8217; di spirito critico a mio figlio e fargli capire che se gli piace preparare il caff\u00e8 e passare la scopa anzich\u00e9 giocare col trattore e con il trapano Berto, allora va bene cos\u00ec. Dopotutto, suo padre lo fa. Io lo faccio. E quindi lui ci imita. Il problema \u00e8 quando anche gli adulti sono perfettamente integrati nel ciclo del consumo e quindi fanno, a loro volta, solo azioni &#8220;normali&#8221;, solo azioni che rispecchiano i modelli della pubblicit\u00e0\u00a0 o delle istruzioni sui prodotti (vorrei vedere un uomo che passa il mocio, una volta: in casa mia lo fa Giacomo, perch\u00e9 non posso comprargli un diavolo di mocio in cui ci sia un uomo sulla confezione, anzich\u00e9 una donna?) e quindi i figli cominciano a settorializzare le attivit\u00e0\u00a0: la cucina \u00e8 della mamma, il garage \u00e8 del pap\u00e0\u00a0,\u00a0i mestieri li fa mamma, del giardino si occupa pap\u00e0\u00a0, e cos\u00ec via all&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Certo, devo ammettere che cercare di vivere una vita normale in mezzo a tutti questi stereotipi grotteschi a volte non \u00e8 facile. Perch\u00e9, ad esempio,\u00a0tante persone non capiscono che quando hai un figlio hai meno tempo, che sei meno disponibile &#8220;flat 24 ore su 24&#8221; e che bisogna concentrare gli appuntamenti, le chiamate, i task. Perch\u00e9 quando si tratta di pulire il cesso, allora c&#8217;\u00e8 una netta distinzione tra maschi e femmine, mentre quando si tratta di lavorare (e, bada bene, non di guadagnare) allora no, non ci devono essere differenze di performance, di disponibilit\u00e0\u00a0, di focus, di workflow, di need, di push, di.<\/p>\n<p>Io lotto ogni singolo giorno contro una solitudine preoccupante e contro la fatica smodata di non essere una persona con interessi &#8220;commerciabili&#8221;, con un lavoro in proprio, con difficolt\u00e0\u00a0 gestionali su ogni fronte. A volte penso che sarebbe veramente pi\u00f9 semplice se, invece di cercare ottusamente di lavorare, mi rassegnassi a fare la casalinga e la smettessi di dimenarmi per mettere a frutto competenze, passione, esperienza, e passassi la giornata a pulire casa, a stirare vestiti e a passare il mocio con l&#8217;effige di donna sulla confezione. Essere &#8220;alternativi&#8221; oggi non \u00e8 fare i punkabbestia, non \u00e8 fare la rivoluzione, non \u00e8 prendere e partire per fare un viaggio intorno al mondo. Essere alternativi oggi \u00e8 rimboccarsi le maniche e cercare di fare quello che si\u00a0desidera fare, nonostante la societ\u00e0\u00a0 remi contro questo desiderio e nonostante la tua formazione (culturale, universitaria, professionale) venga sempre messa in secondo posto se sei donna, perch\u00e9 &#8220;tu devi stare con tuo figlio&#8221;. Io non DEVO stare con mio figlio, io ci VOGLIO stare. Per\u00f2 VOGLIO anche lavorare, quindi come si fa? Con tanta, tantissima fatica, e ricordando ogni giorno che il principio che mi deve guidare \u00e8 lo spirito critico, il desiderio di auto-affermazione e la passione.<\/p>\n<p>Per\u00f2, a volte, come in queste settimane, come in questo anno, \u00e8 un percorso davvero solitario e in salita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche tempo gira uno spot di una nota marca di pannolini che ti spiega come le differenze anatomiche tra bimbi\u00a0e bimbe non si fermino all&#8217;apparato riproduttore, ma si insinuino nelle profondit\u00e0\u00a0 culturali dell&#8217;educazione. 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