{"id":61,"date":"2004-11-08T00:56:15","date_gmt":"2004-11-07T23:56:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alchemicoblu.it\/index.php\/2004\/11\/08\/portami_al_mare_oggi\/"},"modified":"2004-11-08T00:56:15","modified_gmt":"2004-11-07T23:56:15","slug":"portami_al_mare_oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alchemicoblu.it\/old-blog\/2004\/11\/portami_al_mare_oggi\/","title":{"rendered":"Portami al mare, oggi."},"content":{"rendered":"<p>Il pomeriggio stava per iniziare e poteva prendere due direzioni.<br \/>\nUn&#8217;alternativa consisteva nel restare seduti a una scrivania cercando di partorire idee e di compilare codici, facendo sforzi immani per non guardare fuori dalla finestra e per mantenere la concentrazione. Certo, le cose da fare erano ancora tante ed entrambi avevano delle scadenze pressanti. Era ragionevole che le cose andassero cos\u00e0\u0192\u00ac, se non altro perch\u00e0\u0192\u00a9 non c&#8217;erano mostre da vedere, non c&#8217;erano film per cui si erano &#8220;prenotati&#8221; a vicenda, non c&#8217;era niente, in quella strana sospensione autunnale. La domenica \u00e0\u0192\u00a8 un giorno pessimo, fatta di strade silenziose, gente che si accalca nei centri commerciali aperti o che fa la coda al multisala per vedere l&#8217;ultimo film horror in programmazione. No, niente da fare. Al cinema ci si va il mercoled\u00e0\u0192\u00ac, costa meno e non c&#8217;\u00e0\u0192\u00a8 nessuno. La sala tutta per s\u00e0\u0192\u00a9 \u00e0\u0192\u00a8 una prerogativa irrinunciabile. Per\u00e0\u0192\u00b2 resta comunque la domenica da affrontare, l\u00e0\u0192\u00ac, fuori da quella finestra del secondo piano, e tre computer accesi su un tavolo troppo piccolo.<br \/>\nLei si veste a festa, con la sua gonna nera preferita e un maglione un po&#8217; infeltrito, ma caldo e arancione. Si mette gli stivali e si siede sul letto. Nella pausa tra una canzone e l&#8217;altra, lo guarda e gli dice:<br \/>\n&#8220;Portami al mare, oggi.&#8221;<br \/>\nLui si gira e la guarda. Si alza e si veste.<br \/>\nE&#8217; questa l&#8217;altra alternativa. Alzarsi e uscire insieme, nelle tre del pomeriggio pi\u00e0\u0192\u00b9 silenziose dell&#8217;autunno, con tutta la gente chiusa in casa perch\u00e0\u0192\u00a9 le previsioni davano pioggia e un tiepido sole addosso.<br \/>\nLei capisce che la meta sar\u00e0\u0192\u00a0 solo una parte <em>accessoria<\/em> del viaggio. E&#8217;  sempre stato cos\u00e0\u0192\u00ac, con lui. Il tragitto da un punto all&#8217;altro non \u00e0\u0192\u00a8 mai il pi\u00e0\u0192\u00b9 <em>breve<\/em>, ma il pi\u00e0\u0192\u00b9 <em>adatto<\/em>. E&#8217; confortante, tutto questo. E&#8217; confortante stare con qualcuno che ha il potere di farti passare per i posti giusti al momento giusto, che sa farti scivolare via di dosso la malincoina, che ti fa osservare il mondo fuori anche quando non hai voglia di vedere, che ha un cd di mp3 con tutti gli album dei Depeche Mode in auto e che ti dice &#8220;La musica la scegli tu, oggi.&#8221;<\/p>\n<p>La strada comincia e lei neanche se ne accorge. All&#8217;inizio sono i soliti luoghi conosciuti di passaggio. Per\u00e0\u0192\u00b2 si inizia gi\u00e0\u0192\u00a0 da l\u00e0\u0192\u00ac a vedere cose diverse. Le montagne sono ancora verdi. Come se l&#8217;autunno non riuscisse a intaccarle. Il cielo \u00e0\u0192\u00a8 indeciso. Il sole di prima \u00e0\u0192\u00a8 affiancato da nubi bianche e grigie che si contorcono solleticate dal vento.<br \/>\nLa strada \u00e0\u0192\u00a8 sgombra, ma lui va comunque lentamente, accarezzando le curve, scivolando sui rettilnei incorniciati dai pini marittimi, alti e zitti. Lei osserva con il paio di occhi che sfodera nelle occasioni in cui &#8220;cerco uno sguardo incontaminato sul mondo perch\u00e0\u0192\u00a9 la mia realt\u00e0\u0192\u00a0 mi sta stretta.&#8221;<br \/>\nE comincia a vedere.<\/p>\n<p>Nello specchietto dentro l&#8217;aletta parasole dell&#8217;auto vede se stessa. Il sole batte sul suo maglione arancio e contamina di passato i suoi capelli, che, partendo dalle punte, trasmutano e diventano rossi come quelli del suo mai conosciuto bisnonno.<br \/>\n&#8220;Oggi qualcuno rivive in me&#8221;, pensa lei distratta.<br \/>\nLui guida silenzioso, senza disturbarla, senza essere turbato dal suo silenzio di riflessione, senza essere seccato dal tragitto solitario, ma in due.<br \/>\nLei guarda fuori dal finestrino chiuso.<br \/>\nRose rosse che crescono davanti a una tomba sul ciglio della strada.<br \/>\nCima di roccia illuminata dal sole, verde scuro e buio sotto.<br \/>\nAlberi di Acilia, in Toscana, per\u00e0\u0192\u00b2.<br \/>\nMontagne oscurate da montagne. Di nubi.<br \/>\nCampi di pannocchie essiccati, lunghi pi\u00e0\u0192\u00b9 di quanto lei possa scrivere.<\/p>\n<p>Pensa che tra lei e la realt\u00e0\u0192\u00a0 si frappongono sempre strani e diversi vetri opachi.<\/p>\n<p>Piccoli cimiteri gialli lungo strade provinciali poco frequentate.<br \/>\nGiunghi che si piegano, quasi a toccarli mentre passano.<br \/>\nAncora rose, stavolta che cercano di evadere dalle solite reti verdi a quadrati.<br \/>\nCave di pietra abbandonate e arrugginite le ricordano gli scenari di un videogioco.<br \/>\nSan Giuliano. Passano sopra un corso d&#8217;acqua e lei si aspetterebbe di vedere una novella Ofelia annegata. Strani pensieri per una domenica pomeriggio.<br \/>\nMa in realt\u00e0\u0192\u00a0 \u00e0\u0192\u00a8 confortante vedere posti che non pensavi esistessero, che dimentichi un attimo dopo che ci sei passato, che scompaiono dalla tua mente ma che la hanno abitata per qualche istante almeno.<br \/>\nE&#8217; tutta cos\u00e0\u0192\u00ac, pensa, la vita. Abitare la mente di qualcuno per intervalli indeterminati di tempo. Poi si muore o si scompare o si litiga e resta solo un impreciso ricordo modificato da noi.<\/p>\n<p>[nel frattempo i Depeche Mode cantano <em>Judas<\/em> e lei pensa di essere stata un&#8217;ignorante superficiale ad averli ignorati per cos\u00e0\u0192\u00ac tanti anni]<\/p>\n<p>Passano sotto una casa-luogo comune: una bandiera della Pace \u00e0\u0192\u00a8 issata su un lungo bastone che spunta dall&#8217;alto di un ulivo. E&#8217; tutta lacerata e sbiadita. Vorr\u00e0\u0192\u00a0 dire qualcosa. Sempre la solita cosa.<br \/>\nSi fermano per un istante davanti a un&#8217;abitazione bianca con quegli infissi vecchi e stantii che sanno di pocoprezzo e di cattivogusto, quelli color ottone-simil oro, per le doppie finestre esterne, cos\u00e0\u0192\u00ac entra meno freddo. Terrificanti. Ecco, in case cos\u00e0\u0192\u00ac nascono e crescono i depressi cronici e i serial killer. In case con i lampadari arancioni in cucina e le piastrelle marroni. E quella casa \u00e0\u0192\u00a8 cos\u00e0\u0192\u00ac, anche se la vedono dall&#8217;esterno, anche se non si vedono i mobili, dentro, sanno che c&#8217;\u00e0\u0192\u00a8 un salotto comprato in qualche mercatone color legno scuro, con i pomelli in oro, un divano coi fiori gialli e beige e una camera da letto con la testata in ottone (stavolta ottone vero) tutta arzigogolata.<br \/>\nPer fortuna \u00e0\u0192\u00a8 solo la pausa di un semaforo, per fortuna ripartono silenziosi e si allontanano rapidamente da quella vita che non vorrebbero mai. Una vita terrificante e costante.<\/p>\n<p>Lei prende un quaderno e scrive qualche parola. Per non dimenticare. Quando torner\u00e0\u0192\u00a0 a casa scriver\u00e0\u0192\u00a0 un piccolo strano racconto di questa giornata di paesaggi e le \u00e0\u0192\u00a8 appena venuto in mente l&#8217;inizio. Un inizio bellissimo, di quelli da non sprecare.<br \/>\n&#8220;Oggi mi ha presa e mi ha portata via.<br \/>\nAll&#8217;inizio non voleva.<br \/>\nPoi, vedendomi scrivere ogni cosa che vedevo, ha pensato di regalarmi tutto un pomeriggio di paesaggi, gente, cose, luoghi.&#8221;<\/p>\n<p>[mentre di Depeche ora sussurrano <em>See you<\/em>, loro passano accanto all&#8217;autostrada e lei vede una roulotte con le tendine alle finestre sotto il viadotto autostradale. Le sembra anche di vedere una luce accesa. Non pu\u00e0\u0192\u00b2 essere. Chi vivrebbe l\u00e0\u0192\u00a0 sotto? Com&#8217;\u00e0\u0192\u00a8 possibile, senza luce n\u00e0\u0192\u00a9 aria e tanto, troppo fango e insetti? Non pu\u00e0\u0192\u00b2 viverci nessuno. Ma \u00e0\u0192\u00a8 un attimo. E passano oltre.]<\/p>\n<p>Il mare non \u00e0\u0192\u00a8 il solito, \u00e0\u0192\u00a8 una sorpresa. Effettivamente \u00e0\u0192\u00a8 sorprendente arrivare a Viareggio e vedere il cielo e le strade come se fossero di un altro Paese. Paese con la P maiuscola, nel senso di Inghilterra o America. Le mancano. Le rivede in ogni scorcio di paesaggio leggermente fuori dall&#8217;ordinario. Vorrebbe tornarci, ma per ora non ha tempo e poi non da sola, assolutamente non da sola.<br \/>\nL&#8217;ultima cosa che vede dalla macchina \u00e0\u0192\u00a8 un padre che insegna al figlio ad andare in bicicletta. La bici \u00e0\u0192\u00a8 troppo grande per tutti e due, ma il padre regge il figlio e il figlio si fida di lui. E impara, piano, a fidarsi anche di se stesso.<\/p>\n<p>Dopo pochi passi fuori dalla macchina, comincia a piovere.<br \/>\nMa \u00e0\u0192\u00a8 una pioggia strana. Non \u00e0\u0192\u00a8 la solita pioggia che ti fa dire &#8220;Oh no, che pomeriggio rovinato.&#8221;<br \/>\nNo, \u00e0\u0192\u00a8 quella pioggia che infastidisce tutti, ma non loro due. E mentre inesorabili camminano sotto le gocce sempre pi\u00e0\u0192\u00b9 grosse, notano che tutti stanno scappando dalla spiaggia e dal molo. E notano che pi\u00e0\u0192\u00b9 camminano pi\u00e0\u0192\u00b9 sono soli, lontani da tutti. E&#8217; il paradiso. Si addentrano nella spiaggia bagnata, ma non troppo, mentre le gocce simpaticamente si diradano. Tutto intorno c&#8217;\u00e0\u0192\u00a8 la tempesta, ma loro sanno che per un po&#8217; di tempo l\u00e0\u0192\u00ac sopra non piover\u00e0\u0192\u00a0. E infatti non piove. Infatti camminano come gli Intoccabili o come due mimi o come due folletti, e si avvicinano sempre pi\u00e0\u0192\u00b9 alla riva.<br \/>\nI loro occhi, all&#8217;unisono, osservano intorno. Spettacolo inenarrabile, impossibile imprigionarlo nelle quattro pareti di una fotografia. Forse \u00e0\u0192\u00a8 possibile ricordarlo con le parole.<\/p>\n<p>Il mare. E dietro le Apuane, nere come la roccia millenaria, stagliate contro un cielo celeste, riempito da leggere nuvole color panna. Altre montagne, d&#8217;acqua stavolta, che scendono fitte e silenziose in lontananza, confuse con le nubi. Prima uno, poi due arcobaleni interi, che partono dalla citt\u00e0\u0192\u00a0 e finiscono fuori, e racchiudono tutto, le persone, le case, le nuvole, la pioggia, anche il sole e le montagne. Sono cos\u00e0\u0192\u00ac netti e definiti che sembrano delle proiezioni. Degli ologrammi. Non sembrano reali.<\/p>\n<p>Lei dice \u00e0\u00a2\u20ac\u0153Che strano, gli arcobaleni sono come la maggior parte delle cose importanti della vita: bellissimi e inesistenti.\u00e0\u00a2\u20ac?<br \/>\nLui ci pensa un attimo e risponde \u00e0\u00a2\u20ac\u0153No, gli arcobaleni sono come la maggior parte delle cose importanti della vita: bisogna saperli vedere.\u00e0\u00a2\u20ac?<br \/>\nLei ci pensa ancora. E\u00e0\u00a2\u20ac\u2122 vero. E allora corre sulla spiaggia con la sua sciarpa di lana leggera e la fa sventolare e osserva la sua ombra danzante.<\/p>\n<p>Un tronco secco e robusto \u00e0\u0192\u00a8 stato messo l\u00e0\u0192\u00ac apposta da qualcuno per loro. Si siedono e si riparano sotto il velo grigio di lei, che lascia entrare le gocce pi\u00e0\u0192\u00b9 grosse ma che nasconde qualche bacio.<br \/>\nTramonto su un tronco al limite della battigia.<br \/>\nLoro due soli su tutta la spiaggia perch\u00e0\u0192\u00a9 \u00e0\u00a2\u20ac\u0153Piove, mi cola il trucco\u00e0\u00a2\u20ac? oppure \u00e0\u00a2\u20ac\u0153Piove, mi si arricciano i capelli.\u00e0\u00a2\u20ac?<br \/>\nIl mare.<br \/>\nIl mare.<br \/>\nIl mare.<br \/>\nLei lo guarda mentre scrive qualche parola sul suo taccuino.<br \/>\nAbbassano lo sguardo e lei dice \u00e0\u00a2\u20ac\u0153Guarda le gocce di pioggia tonde nella sabbia compatta in riva al mare.\u00e0\u00a2\u20ac? Lui guarda e pensa che non le avrebbe notate senza di lei. Come tante altre cose.<\/p>\n<p>Dopo un indefinibile lasso di tempo, di solitudine e di cielo apocalittico, il temporale arriva su di loro. Si bagnano. Ma almeno sono stati a guardare quello spettacolo di cielo irripetibile.<\/p>\n<p>La cioccolata che lei beve quel pomeriggio le sembra speciale. Le sembra che sia la prima volta in cui si rende conto che il cioccolato \u00e0\u0192\u00a8 il cibo degli dei.<\/p>\n<p>Tornano indietro. Tornano a casa. Lei adesso \u00e0\u0192\u00a8 tranquilla. Non si ricorda pi\u00e0\u0192\u00b9 dei suoi pensieri. Sa solo che ci sono degli scarabocchi neri su un quadernetto rosso che la aiuteranno a ricordare.<br \/>\nSa che il viaggio non \u00e0\u0192\u00a8 ancora del tutto finito, manca la parte conclusiva. Manca il racconto, senza il quale non esisterebbe niente. O meglio, qualcosa esisterebbe, ma solo nella loro mente, nel loro ancora impreciso ricordo. E allora scrive e riscrive.<br \/>\nE solo alla fine si sente soddisfatta.<br \/>\nSolo adesso, insomma.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pomeriggio stava per iniziare e poteva prendere due direzioni. 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