{"id":573,"date":"2014-05-19T17:27:36","date_gmt":"2014-05-19T15:27:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alchemicoblu.it\/?p=573"},"modified":"2014-05-19T17:27:36","modified_gmt":"2014-05-19T15:27:36","slug":"io-sono-tua-madre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alchemicoblu.it\/old-blog\/2014\/05\/io-sono-tua-madre\/","title":{"rendered":"<!--:it-->Io sono tua madre<!--:-->"},"content":{"rendered":"<p><!--:it-->Parafrasando l&#8217;intramontabile &#8220;Guerre Stellari&#8221;, ebbene s\u00ec: dal 18 gennaio 2014 sono la mamma di Leonardo, un cicciobombo nato di 3 kg e che ha quasi doppiato il suo peso in poco pi\u00f9 di due mesi. Biondo con dei probabili occhi azzurri, da me ha preso solo il naso e la frequenza con cui piange (spesso), ma anche la passione per il sonno (altrettanto frequente). Certo, che angoscia. Di sicuro non posso scrivere il solito post sdolcinato tutto cuoricini in cui dico che \u00e8 la cosa pi\u00f9 bella della mia vita, che mi sento una donna nuova, che \u00e8 stata l&#8217;emozione pi\u00f9 grande che mai prover\u00f2. Questi assoluti mi sanno molto di frasi fatte.<\/p>\n<p>Io mio figlio l&#8217;ho vissuto con sorpresa, all&#8217;inizio, poi con tanta, tantissima angoscia, finch\u00e9 non \u00e8 arrivata la felicit\u00e0\u00a0 e un accenno di complicit\u00e0\u00a0, che spero di coltivare giorno per giorno da qui all&#8217;infinito. Essere madre, per\u00f2, e questo lo dico con convinzione, \u00e8 la cosa pi\u00f9 difficile e intensa che mi sia capitata fino a oggi. \u00e0\u02c6 fisicamente e psicologicamente faticoso, \u00e8 un continuo rimettersi in gioco, \u00e8 un&#8217;infinita ricerca di soluzioni rapide a problemi incomprensibili e, in generale, \u00e8 fare i conti con quello che ti porti dietro e che hai cercato di nascondere. Dire che &#8220;mio figlio \u00e8 un bravo bambino&#8221; mi suona sempre molto ridicolo: \u00e8 un concentrato di delizia e castigo, ma certo che \u00e8 un bravo bambino, solo perch\u00e9 io parto dal presupposto che quando piange lo fa per esprimere un bisogno. A questa et\u00e0\u00a0 (4 mesi) \u00e8 \u00a0troppo presto per parlare di capricci, anche se a volte veramente mi sembra che voglia sfidarmi. Poi per\u00f2 mi ricordo che io stessa sono ancora incapace di esternare i miei sentimenti a dovere e che piango a ogni pi\u00e8 sospinto, quindi come posso aspettarmi qualcosa di diverso da un piccolo essere che vede il mondo da appena 4 mesi e che ha come quasi unica compagnia ME? No, dico: ME. Non una persona normale, non una mamma equilibrata che gli compra i vestitini e lo porta a passeggio nel parco. ME. Una scapestrata iper-emotiva che passa met\u00e0\u00a0 della giornata in mondi di fantasia e l&#8217;altra met\u00e0\u00a0 a cercare di raccontarli. Una trentenne che si crede cresciuta solo perch\u00e9 ha un compagno, una societ\u00e0\u00a0, una casa in affitto e ora anche un figlio, ma che in realt\u00e0\u00a0 si deve arrampicare ogni giorno sugli specchi della sua quotidianit\u00e0\u00a0 per riuscire ad arrivare a sera tutta intera. E adesso devo anche far sopravvivere e, anzi, VIVERE un bambino.<\/p>\n<p>Com&#8217;\u00e8 essere mamma? Soverchia ogni altra cosa. Sia per te che per gli altri. A volte. A volte, invece no.<\/p>\n<p>Quindi sei mamma al 100% di giorno e di notte, quando devi provvedere al nutrimento, al calore, al divertimento, all&#8217;educazione e alla crescita di tuo figlio. Sei mamma al 100% quando devi imparare a fare tutto con lui, da attaccarlo al seno a cambiargli il pannolino a lavarlo senza farlo cadere per terra, a fargli il bagnetto senza fargli venire il raffreddore. E ancora non si \u00e8 ammalato, ancora non ha messo i denti, ancora non cammina, salta, si appende: in teoria tuo figlio \u00e8 il classico bambino che &#8220;mangia e dorme&#8221; (lo dovremmo confessare ai futuri genitori che questo tipo di neonato SEMPLICEMENTE NON ESISTE). Sei mamma quando, a partire dal PRIMO MESE del bambino tutti ti chiedono: &#8220;DORME LA NOTTE?&#8221; E tu prima ti senti una merda perch\u00e9 no, in effetti povera creatura si sveglia per mangiare 2-3 volte, poi scopri che \u00e8 cos\u00ec per tutti e che non \u00e8 il tuo bambino che \u00e8 &#8220;strano&#8221;, ma che strana \u00e8 tutta quella gente che si aspetta che un neonato dorma 9 ore di seguito cos\u00ec, senza colpo ferire.<\/p>\n<p>Poi sei donna al 100% quando devi conciliare cose come l&#8217;igiene quotidiana, fare delle chiacchiere con il tuo compagno, cucinare, lavare, stendere, fare la spesa, sistemare casa, pulire, pensare ai vaccini, agli abitini, all&#8217;aria aperta, ai supporti per portare in giro tuo figlio, al lettino che nella cesta non ci sta pi\u00f9. L&#8217;idea di depilarti ti sembra una pratica cos\u00ec essenziale ma anche cos\u00ec esotica e lontana. Acquistare vestiti per te \u00e8 un&#8217;utopia che non si verificher\u00e0\u00a0 mai pi\u00f9. Una serata fuori con le amiche non esiste. E in realt\u00e0\u00a0 non esisteva nemmeno prima di tuo figlio, perch\u00e9 hai sempre preferito uscire con gli amici e i colleghi maschi.\u00a0Inoltre, a ben pensarci, il bilanciamento mamma-donna \u00e8 comico, perch\u00e9 non si capisce dove finisca una e cominci l&#8217;altra.<\/p>\n<p>Poi sei lavoratrice al 100%, e cio\u00e8 quando te ne rimani con tutti i pensieri di lavoro in testa, quando hai paura di perdere i tuoi clienti per la &#8220;pausa&#8221; della maternit\u00e0\u00a0, quando ti manca il tuo lavoro ma, ogni volta che cerchi di metterci mano, la tua scimmia urlatrice ti ricorda che vince lei e che tu devi obbedire al suo richiamo, quando sai che tra 4 giorni ti dovrai separare dal tuo bambino per 7 ore e non hai idea di come farai tu a sopravvivere. E anche di come faranno lui e il pap\u00e0\u00a0. Gli altri che ti stanno attorno non sanno bene come prendere le misure: sarai la stessa oppure no? Ti carico di lavoro per farmi vedere che sei indispensabile e mi manchi, con il risultato di farti stancare come un mulo, o ti faccio un cordone sanitario attorno e ti lascio goderti la creatura, facendoti sentire superflua e aumentando la paura che nessuno ti vorr\u00e0\u00a0 pi\u00f9 nell&#8217;asfittico mercato del lavoro italiano, in cui gi\u00e0\u00a0 \u00e8 una semi-colpa essere donna, figuriamoci se sei anche madre.<\/p>\n<p>Solo che una persona, in particolare Valentina, non pu\u00f2 essere una persona al 300%. E quindi c&#8217;\u00e8 una specie di gioco al massacro per infilare tutte quelle parti in una persona (e in una giornata) sola. Non \u00e8 che mi lamento o che ho la verit\u00e0\u00a0 assoluta, solo che mi va di scrivere di come sto e di com&#8217;\u00e8 essere mamma per me, perch\u00e9 \u00e8 un&#8217;esperienza che mi sembra di vivere in modo un po&#8217; pi\u00f9 profondo delle solite chiacchiere interlocutorie tra persone che si conoscono appena.<\/p>\n<p>E anche, scrivo perch\u00e9 scrivere mi permette di fare le due cose che mi piacciono di pi\u00f9 in questo periodo: pontificare e lamentarmi. Pontificare sulla vita, lamentarmi della fatica. Se lo faccio parlando con persone reali tutti mi ridimensionano, mi zittiscono con frasi del tipo &#8220;Ci siamo passati tutti&#8221;, &#8220;Cosa ti aspettavi che fosse essere madre&#8221;, &#8220;Stringi i denti e soffri in silenzio&#8221;. S\u00ec, certo, proprio nel mio stile!<\/p>\n<p>No, stringo i denti s\u00ec, ma soffrire in silenzio proprio no. Voglio sublimare, come sempre, scrivendo e lasciando una traccia di quello che mi capita e che mi passa per la testa mentre cerco di attraversare quella che \u00e8 finora l&#8217;esperienza pi\u00f9 difficile della mia vita: essere mamma di Leonardo!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parafrasando l&#8217;intramontabile &#8220;Guerre Stellari&#8221;, ebbene s\u00ec: dal 18 gennaio 2014 sono la mamma di Leonardo, un cicciobombo nato di 3 kg e che ha quasi doppiato il suo peso in poco pi\u00f9 di due mesi. 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