{"id":377,"date":"2009-03-20T15:30:11","date_gmt":"2009-03-20T14:30:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alchemicoblu.it\/index.php\/2009\/03\/20\/penny-pico\/"},"modified":"2009-03-20T15:30:11","modified_gmt":"2009-03-20T14:30:11","slug":"penny-pico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alchemicoblu.it\/old-blog\/2009\/03\/penny-pico\/","title":{"rendered":"Penny &amp; Pico"},"content":{"rendered":"<p><img src=\"http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/Penny_Pico.png\" alt=\"Penny e Pico\" class=\"pic\"\/><\/p>\n<p>Vi ho mai raccontato di Pico, il mio gatto?<br \/>\nE&#8217; un gatto magico.<br \/>\nCerto, tutti i proprietari di gatti dicono che il proprio  gatto \u00e8 magico, ma lui lo \u00e8 per davvero.<br \/>\nLa sua missione, nella vita, \u00e8 salvare gli altri gatti.<br \/>\nNel 2005 ci ha portato Silvestro, un gatto nero e bianco, con il pelo proprio come gatto Silvestro. Era cos\u00ec magro che gli si vedeva attraverso. Lo abbiamo sorpreso in casa la prima volta, accompagnato da Pico, che mangiava dalle ciotole, affamato alla morte.<br \/>\nIl primo incontro \u00e8 stato surreale: appena Silvestro si \u00e8 accorto della nostra presenza, ha cominciato ad arrampicarsi sui muri (s\u00ec: wall climbing a zampe nude) mentre noi e Pico lo guardavamo esterrefatti. Lentamente ha imparato a fidarsi, e ora dopo quasi tre anni, si confonde coi cuscini del divano.<\/p>\n<p>Non pago di questa meravigliosa performance, Pico ha deciso, l&#8217;autunno scorso, di sfamare anche un&#8217;altra gatta (o forse gatto, ancora non lo capiamo) che si aggira per il quartiere. Ha il pelo lungo maculato, come un ghepardo, ma pi\u00f9 marrone. E&#8217; cos\u00ec selvatica che dopo un anno che mangia qui da noi ancora non si fa minimamente avvicinare. Pazienza, per\u00f2 ha il suo rifugio caldo nel garage e la pappa ogni volta che vuole.<\/p>\n<p>Il meglio di s\u00e9, tuttavia, Pico l&#8217;ha dato quest&#8217;autunno. A ottobre lo vediamo gironzolare con una gattina cos\u00ec piccola che non doveva avere nemmeno un mese, ancora. Certo, in effetti ormai Pico \u00e8 un gatto adulto ed era ora che anche lui avesse una figlia. E visto che \u00e8 castrato e non pu\u00f2 avere figli naturali, ha deciso di adottarne una.<br \/>\nNon abbiamo ancora capito dove sia nata Penny. Non ci sembra ci siano tanti altri gatti, qui intorno, e ci sembra assurdo che qualcuno la possa aver abbandonata cos\u00ec, appena nata. Per\u00f2 in effetti \u00e8 la soluzione pi\u00f9 plausibile, visto che quando Pico l&#8217;ha trovata era letteralmente pelle e ossa e aveva addirittura una zampina rotta. Pico ce l&#8217;ha portata fin sul terrazzo, lei era terrorizzata e voleva scappare ma se fosse fuggita sarebbe di sicuro morta di fame, freddo e zampa rotta.<br \/>\nAllora, visto che io e Giacomo in mansarda non avevamo ancora un gatto, abbiamo deciso di adottarla. Cio\u00e8 di sub-adottarla, visto che il padre vero \u00e8 Pico. L&#8217;abbiamo accudita nonostante, nei primi periodi, pi\u00f9 che una gattina sembrasse un diavolo della <del datetime=\"2009-03-20T21:05:37+00:00\">Tazmania<\/del> Tasmania (perch\u00e9 il mio amico Max legge il mio blog solo per correggermi), per\u00f2 col tempo (dopo cinque mesi direi) \u00e8 diventata una di casa. Vive qui, non ama scendere (non ancora, perlomeno), \u00e8 dispettosa ma simpatica e molto affettuosa, anche se vorrebbe dimostrare il contrario, di essere indipendente e tutto. Fa la pazza, ma poi te la ritrovi acciambellata sulle ginocchia sul divano, oppure che ti dorme accanto nel lettone.<br \/>\nL&#8217;abbiamo chiamata Penny, perch\u00e9 \u00e8 piccola come un penny ma anche (e soprattutto) perch\u00e9 Penelope \u00e8 una dei protagonisti femminili dell&#8217;Ulysses di Joyce, per cui a me \u00e8 venuto in mente il nome, a Giacomo il diminutivo, et voil\u00e0\u00a0.<br \/>\nIl punto \u00e8 che, a causa della sua natura &#8220;non molto intelligente&#8221; a dire il vero, Penny ha ricevuto, come soprannome, &#8220;Stupido Toporagno&#8221;. Non sar\u00e0\u00a0 molto intelligente, ma \u00e8 il NOSTRO Stupido Toporagno, e noi la amiamo cos\u00ec com&#8217;\u00e8!<\/p>\n<p>Pico, da gatto responsabile quale \u00e8, non ha disertato ai suoi obblighi di padre, anzi. Da quando c&#8217;\u00e8 Penny, lui viene a trovarci qui in mansarda molto, molto pi\u00f9 spesso (quasi ogni giorno, a dirla tutta). Quando arriva, \u00e8 sempre una festa: lei gli salta al collo, giocano, si rotolano, si fanno i dispetti, mangiano dalla stessa ciotola e stanno sempre, sempre vicini.<br \/>\nHo avuto tanti gatti, di et\u00e0\u00a0 diverse, di caratteri diversi, pi\u00f9 o meno intelligenti, fortunati o svegli. Ma non avevo mai visto due gatti comportarsi come loro. Si vogliono bene come un pap\u00e0\u00a0 vuole bene a sua figlia, come se fossero esseri umani.<\/p>\n<p>Dormono sempre insieme, quando sono qui. Si accoccolano, ovunque capiti, chiudono gli occhi e se ne stanno l\u00ec, anche per ore.<br \/>\nNon ricordo chi lo diceva, ma aveva ragione: &#8220;A cosa servono delle statue in una casa che ospita dei gatti?&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi ho mai raccontato di Pico, il mio gatto? E&#8217; un gatto magico. Certo, tutti i proprietari di gatti dicono che il proprio gatto \u00e8 magico, ma lui lo \u00e8 per davvero. 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