{"id":273,"date":"2006-08-13T18:28:51","date_gmt":"2006-08-13T16:28:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alchemicoblu.it\/?p=273"},"modified":"2006-08-13T18:28:51","modified_gmt":"2006-08-13T16:28:51","slug":"archeologia-industriale-a-porto-marghera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alchemicoblu.it\/old-blog\/2006\/08\/archeologia-industriale-a-porto-marghera\/","title":{"rendered":"Archeologia industriale a Porto Marghera"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/zona_industriale.jpg', '640', '480');\"> <img src=\"http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/zona_industriale_small.jpg\" alt=\"Zona industriale di Marghera\" class=\"pic\"\/><\/a><br \/>\nDopo esserci disintossicati sulle montagne, era il caso di tornare alla dura realt\u00e0\u00a0 con una breve gita nella zona pi\u00f9 zozza e squallida del Veneto: Porto Marghera.<br \/>\nA volte cercare location per girare \u00e8 interessante. Come in questo caso.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/alchemicoblu\/sets\/72157594235148526\/show\/\" target=\"_blank\">Un enorme complesso di alluminierie abbandonate all&#8217;inizio degli anni &#8217;80<\/a>.<br \/>\nE&#8217; un luogo ideale per le riprese, ma visto che sono un&#8217;umanista letteraria e che mi piace farmi trasportare dall&#8217;emozione pi\u00f9 che dalla pragmatica praticit\u00e0\u00a0 legata alla contingenza, non racconter\u00f2 della meraviglia e della funzionalit\u00e0\u00a0 di questo &#8220;locus amoenus&#8221;, ideale per fare da terminale militare abbandonato. No, mi concentrer\u00f2 invece sull&#8217;insieme di sensazioni tra la diffidenza, la curiosit\u00e0\u00a0, la paura e la pena che questo luogo ai confini del mondo mi ha causato.<br \/>\nEntriamo senza problemi. C&#8217;\u00e8 una <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/ingresso.jpg', '640', '480');\">rete arancione<\/a> tutto intorno alla zona, ma non ci sono cartelli di divieto n\u00e9 di pericolo. <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/cortile_acciaieria.jpg', '640', '480');\">Lo spazio \u00e8 sconfinato<\/a>, e soprattutto l&#8217;enorme <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/deposito_abbandonato.jpg', '640', '480');\">deposito abbandonato<\/a>  sulla sinistra, lungo, ridotto a uno scheletro, arrugginito, ma imponente e &#8220;loquace&#8221; fa impressione. Entriamo in alcuni edifici di servizio, l&#8217;infermeria, i locali comuni, la zona mensa. E&#8217; tutto distrutto. Vetri per terra, muri scrostati, porte divelte. Le strutture cigolano, i pezzi di lamiera o di plastica appesi e pericolanti che sporgono dai soffitti si lamentano al passare del vento leggero.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 anche un <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/edificio_peloso.jpg', '640', '480');\">&#8220;edificio peloso&#8221;<\/a>&#8230;<br \/>\nE, nel caso servisse <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/telefono_casa.jpg', '480', '640');\">un telefono<\/a>&#8230;<br \/>\nIl contrasto \u00e8 feroce: mura dilaniate, vecchie e cadenti, rifiuti ovunque, vetri rotti, e poi, fuori, dai <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/interno_esterno.jpg', '640', '480');\">buchi nei muri<\/a>, il cielo, le nuvole bianche che sembrano batuffoli bassi.<br \/>\nContinuiamo a camminare, passando da un edificio all&#8217;altro, come bambini curiosi in un parco giochi.<br \/>\nContinuiamo a camminare, ma presto ci accorgiamo di non essere soli. Per terra, nelle stanze abbandonate, troviamo alcune cosiddette <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/resti_umani.jpg', '640', '480');\">&#8220;tracce umane&#8221;<\/a>, bottiglie di birra, scatole di prosciutto sparse, lattine, maglioni di lana lurida e marcia buttati negli angoli o, peggio, appesi alle travi in posti apparentemente inaccessibili.<br \/>\nE troviamo un uomo. Un anonimo quarantenne seduto su una sedia in una stanza un po&#8217; isolata, in mezzo alle macerie, con una maglietta rossa. Giacomo lo saluta. Lui ricambia. Ce ne andiamo in un scena semi-felliniana, un po&#8217; spaventati dall&#8217;incontro imprevisto.<br \/>\nE io comincio a chiedermi: &#8220;E se ci fosse una colonia di senzatetto che occupa abusivamente la fabbrica?&#8221;<br \/>\nIn effetti \u00e8 cos\u00ec. Oddio, non proprio una colonia. Per\u00f2 sentiamo altri rumori, provenire da un edificio l\u00ec vicino.<br \/>\nCi infiliamo nell&#8217;enorme deposito su pi\u00f9 piani, <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/deposito_interno_02.jpg', '640', '480');\">il cuore<\/a> di questo luogo tra il magico e l&#8217;agghiacciante. Dall&#8217;interno non riusciamo a scorgere la fine, tra <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/deposito_interno_01.jpg', '640', '480');\">colonne di cemento e pali di ferro<\/a>.<br \/>\nNon riusciamo ad arrivare all&#8217;ultimo edificio, una specie di <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/raffineria.jpg', '640', '480');\">enorme raffineria<\/a> di non so cosa, che sembra peraltro il pi\u00f9 pericolante. Tornando alla macchina vedo l&#8217;uomo dalla maglietta rossa e un altro individuo che passeggiano per il cortile tra gli <a href= \"javascript:big ('http:\/\/www.alchemicoblu.it\/images\/silos.jpg', '480', '640');\">edifici<\/a>.<br \/>\nArrivati alla macchina, notiamo che il cancello da cui siamo entrati \u00e8 stato accostato. Usciamo senza problemi, ma con un vago senso di disagio.<br \/>\nLa tipica sensazione da &#8220;Mi hanno osservato tutto il tempo e non me ne sono accorta&#8221;.<\/p>\n<p>Poi, in realt\u00e0\u00a0, penso un&#8217;altra cosa.<br \/>\nChe la diversit\u00e0\u00a0 ci terrorizzi \u00e8 cosa normale. E&#8217; cos\u00ec da sempre. La cosa difficile \u00e8 rendersene conto e smetterla di essere paranoici, forse.<br \/>\nDico sempre di essere affascinata dalle situazioni un po&#8217; al limite, quantomeno fuori dalla norma. E quando mi ci trovo davvero davanti, mi faccio assalire dai miei civilissimi complessi e dalle mie legittime paranoie da cittadina modello.<\/p>\n<p>Mah, a ogni modo.<br \/>\nI pi\u00f9 penseranno che mi \u00e8 &#8220;andata bene&#8221; stavolta. Che siamo incolumi e sani e salvi.<br \/>\nIo penso che poteva andarmi &#8220;anche meglio&#8221;. Che potevo scoprire di pi\u00f9. Che potevo farmi raccontare, da chi in quel posto evidentemente ci <em>vive<\/em>, cosa succede davvero quando il mondo non guarda. Chi ci va, cosa fanno, perch\u00e9.<br \/>\nPerch\u00e9, ad esempio, decidere di passare la propria vita in stabili abbandonati e diroccati, tra i fumi chimici della zona industriale pi\u00f9 inquinata del nord Italia. Perch\u00e9 spendere e anzi buttare il proprio tempo in quel modo? Perch\u00e9 rifugiarsi in quell&#8217;ammasso di rovine? Per nascondere vite altrettanto rovinate? Per evitare di rovinare ancora di pi\u00f9?<br \/>\nNon lo so e, chiaramente, non lo sapr\u00f2 mai.<br \/>\nLa paura e il buonsenso a volte sono troppo pi\u00f9 forti della curiosit\u00e0\u00a0 e della voglia di sapere.<br \/>\nPurtroppo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo esserci disintossicati sulle montagne, era il caso di tornare alla dura realt\u00e0\u00a0 con una breve gita nella zona pi\u00f9 zozza e squallida del Veneto: Porto Marghera. A volte cercare location per girare \u00e8 interessante. Come in questo caso. 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