{"id":172,"date":"2005-07-07T15:34:36","date_gmt":"2005-07-07T14:34:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.alchemicoblu.it\/?p=172"},"modified":"2005-07-07T15:34:36","modified_gmt":"2005-07-07T14:34:36","slug":"attentato-a-londra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.alchemicoblu.it\/old-blog\/2005\/07\/attentato-a-londra\/","title":{"rendered":"Attentato a Londra"},"content":{"rendered":"<p>Sono fatta cos\u00ec, \u00e8 pi\u00f9 forte di me.<br \/>\nNon per niente, i miei professori del liceo si ricordavano di me come &#8220;Quell&#8217;anticonformista&#8221;. Che, a ben vedere, io al liceo non avevo ancora capito niente, di come va il mondo. Non che ora. Comunque.<\/p>\n<p>Quando il primo aereo si \u00e8 schiantato sulle Torri, io studiavo in cucina Storia della Lingua Inglese. Studiavo appassionatamente. E quando il mio amico Max mi ha chiamato per dirmi che &#8220;Vale, attaccano New York&#8221;, io non ci credevo. Poi ho acceso la tele e ho visto quello che tutti hanno visto per giorni, per ore e per anni. Morbosamente incollata alla CNN del satellite, incuriosita dai commenti nostrani di Mentana, non riuscivo a capacitarmi, mi sono fatta prendere dall&#8217;emozione, mi sono spaventata, preoccupata, non capivo perch\u00e9 qualcuno volesse far del male a dei popoli buoni come noi, che vivono in pace, in Democrazia, che non fanno del male a nessuno. Non capivo perch\u00e9 qualcuno potesse desiderare il nostro male.<br \/>\nInvidia. Desiderio di potere. Desiderio di ricchezza. False promesse religiose.<br \/>\nCerto i media non mi hanno aiutato a costruirmi un&#8217;opinione coerente. No, per niente. Hanno alimentato fobie, false piste, hanno diffuso pensieri integralisti e razzisti e stupidi come quello della Fallaci, hanno fatto crescere in tutti noi &#8220;buoni democratici&#8221; la paura dello straniero, sempre pi\u00f9, forse perch\u00e9 ormai il conflitto si \u00e8 spostato a livello globale e i &#8220;teroni&#8221; o gli &#8220;albanesi&#8221; o i &#8220;marocchini&#8221; non bastano pi\u00f9 come capri espiatori, ma bisogna andare dai <em>veri<\/em> negri, dai <em>veri<\/em> arabi, dai <em>veri<\/em> cattivi per trovare pace e tranquillit\u00e0\u00a0 per le nostre anime <em>turbate<\/em> da questa guerra incomprensibile.<\/p>\n<p>Anni fa era cos\u00ec.<br \/>\nOggi no.<br \/>\nOggi ho a malapena ascoltato il telegiornale a mezzogiorno. Ogni tanto faccio un salto sulle pagine sensazionalistiche di Repubblica.it per vedere come cambia il titolone in rosso\/blu. Ma per il resto, apatia. Atarassia, forse. Il vuoto. Non che non mi interessi, per carit\u00e0\u00a0. Povere tutte quelle persone morte in una fornace improvvisata a un tot di metri sottoterra. Povere. Mi dispiace.<br \/>\nMa a questo punto il problema \u00e8 duplice.<br \/>\nPrima di tutto, Bravi, ce l&#8217;avete fatta, Mass Media di merda: sono insensibile. Mangio pizza riscaldata e bevo birra mentre osservo corpi di bambini smembrati in Palestina, vecchi feriti agli occhi che urlano di dolore in Afghanistan, giovani che andavano al lavoro e sono morti a Madrid, ragazzini con lo zaino feriti e sanguinanti a Londra. Mangio e continuo a guardarli, tra un sorso di birra e l&#8217;immancabile caff\u00e9. Capisco che guardare questa violenza o le immagini fasulle di Grattachecca e Fichetto nei Simpson che si massacrano per gioco \u00e8 diventata la stessa cosa. Avete vinto, stronzi di merda, e non piango pi\u00f9 la notte pensando a questo schifo, non piango pi\u00f9 il giorno pensando a quanto deve far male restare mutilati a vita per una guerra che non \u00e8 la tua, che non sapevi nemmeno esistesse, che se era per te continuavi a portare le tue capre al pascolo e chi s&#8217;\u00e8 visto, s&#8217;\u00e8 visto. Non piango pi\u00f9, e questo mi fa venire in mente una bellissima poesia di Hikmet (qualcuno che conosco lo definirebbe un &#8220;minimalista greco&#8221;), e la scrivo. Perch\u00e9 non piango pi\u00f9 per il sangue, ma piango ancora per questo.<\/p>\n<p>FOGLIE MORTE (Lipsia, settembre 1961)<\/p>\n<p>&#8220;Veder cadere le foglie mi lacera dentro<br \/>\nsoprattutto le foglie dei viali<br \/>\nsoprattutto se sono ippocastani<br \/>\nsoprattutto se passano dei bimbi<br \/>\nsoprattutto se il cielo \u00e8 sereno<br \/>\nsoprattutto se ho avuto, quel giorno,<br \/>\nuna buona notizia<br \/>\nsoprattutto se il cuore, quel giorno,<br \/>\nnon mi fa male<br \/>\nsoprattutto se credo, quel giorno<br \/>\nche quella che amo mi ami<br \/>\nsoprattutto se quel giorno<br \/>\nmi sento d&#8217;accordo<br \/>\ncon gli uomini e con me stesso<br \/>\nveder cadere le foglie mi lacera dentro<br \/>\nsoprattutto le foglie dei viali<br \/>\ndei viali d&#8217;ippocastani.&#8221;<\/p>\n<p>E questa era la prima cosa.<br \/>\nLa seconda \u00e8 che non \u00e8 vero che siamo innocenti. Non \u00e8 vero.<br \/>\nForse la nostra \u00e8 una colpa colposa, non premeditata. Forse.<br \/>\nMa siamo comunque colpevoli. Noi e le nostre bellissime Democrazie, noi e le nostre libert\u00e0\u00a0, ci siamo macchiati della colpa pi\u00f9 abominevole, della colpa di essere liberi a discapito di qualcun altro. Noi ci arroghiamo il diritto di dire che &#8220;bombardiamo per la libert\u00e0\u00a0&#8220;, la nostra, come sempre. Noi abbiamo tutti i diritti, perch\u00e9 siamo i pi\u00f9 ricchi, i pi\u00f9 forti, i pi\u00f9 evoluti. Ma il tallone della nostra Democrazia preme con estrema violenza sul capo di tutte le Dittature che la nostra Democrazia controlla. Siamo in Democrazia grazie a centinaia di Dittature. Siamo liberi perch\u00e9 qualcun altro non lo \u00e8.<br \/>\nE allora cosa c&#8217;\u00e8 da meravigliarsi? Perch\u00e9 tanto scalpore? Perch\u00e9 servizi ininterrotti a tutte le ore del giorno? Perch\u00e9 lacrime di tristezza e disperazione solo ora?<br \/>\nForse perch\u00e9 abbiamo paura? Perch\u00e9 ci sentiamo toccati da vicino? Perch\u00e9 abbiamo anche noi paura di morire?<br \/>\nO forse perch\u00e9 ci sentiamo sporchi e colpevoli dentro, magari inconsciamente?<br \/>\nO forse &#8211;  e questo \u00e8 quello che mi piace pensare, anche quando gli esseri umani mi fanno pi\u00f9 schifo &#8211; forse perch\u00e9 in fondo ci ricordiamo del significato vero della parola Ubuntu, che non \u00e8 solo un sistema operativo &#8220;for human beings&#8221;. Ci ricordiamo che ogni ferita che infliggiamo a qualcuno, ci torna indietro, perch\u00e9 siamo tutti un unico, grande e sofferente organismo che si sta lentamente e inesorabilmente auto-lesionando. Perch\u00e9 le bombe che esplodono (e facciamo esplodere) a chilometri da qui non feriscono solo gli &#8220;indigeni&#8221; di laggi\u00f9, ma anche il nostro cuore, le nostre carni.<br \/>\nE&#8217; per questo, vero, che c&#8217;\u00e8 tanto rumore, oggi, che tutti piangono e si lamentano. Non per un centinaio di morti in una citt\u00e0\u00a0 con milioni di abitanti come Londra, no. Ma perch\u00e9 ci siamo ricordati che anche quando muore qualcuno altrove, lontano, \u00e8 anche un po&#8217; colpa nostra, e che anche noi veniamo feriti. Sempre.<br \/>\nE&#8217; per questo, vero?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono fatta cos\u00ec, \u00e8 pi\u00f9 forte di me. Non per niente, i miei professori del liceo si ricordavano di me come &#8220;Quell&#8217;anticonformista&#8221;. Che, a ben vedere, io al liceo non avevo ancora capito niente, di come va il mondo. 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