Alchemico Blu

Laboratorio di trasmutazioni creative

Teleposto AM. Ovvero, De Amicitia

April29

Un'ultima foto di amici felici
Mi ricordo quest’estate, di notte, dispersi in macchina per le strade di una bellissima Puglia. E mi ricordo il temporale che arrivava, e i lampi sul mare, e la pioggia a dirotto che ci bagnava anche le ossa. E mi ricordo che ci siamo persi, tutti e cinque, cercando di tornare a casa dopo una serata senza sedie e senza bicchieri per tutti e senz’acqua. Ma con tante risate, perché c’eravamo noi, dopotutto, a illuminare ogni opacità.
E mi ricordo Teleposto AM, un cartello nel buio che indicava un luogo sconosciuto e incomprensibile.
Ed è stato ripensando a Teleposto AM che sono stata assalita da una Nostalgia al di là delle notti insonni, al di là dei giorni di sole, al di là di tutto. La mancanza è subdola e arriva all’improvviso. Mi accorgo, in questo sabato pomeriggio bianco e inconsistente, di quanto mi mancate.
Mi mancano le canzoni pop cantate a squarciagola, dovunque andassimo, qualunque cosa facessimo.
E le serate a bere alla Bugia e a girovagare per Pisa parlando, nel silenzio della sera e nel vuoto delle strade.
Mi scende una lacrima pensando alle luci blu, quelle nei palazzi, che così i drogati non si vedono le vene, e mi scende un’altra lacrima pensando che tutto è andato perso, o quantomeno è messo via, in un cassetto che per molto tempo non riaprirò. E poi, quando lo riaprirò, sarà tutto così lontano che sentirò comunque il dolore della perdita.
Nemmeno gli ordini sbagliati di Ricca, che prendeva sempre quello che non voleva e poi ci invidiava per i nostri piatti luculliani, nemmeno l’atteggiamento brusco e deciso di Massi, che sembrava sempre arrabbiato quando diceva qualcosa e invece era solo il suo modo di essere, nemmeno Tommaso con tutti i suoi non-nomi e identità plurime, niente di tutto questo, ora, mi fa sorridere, perché vedo tutto da lontano, mi è sfuggito dalle mani perché ho scelto un’altra strada, ecco, niente mi fa sorridere, sento solo una piccola ferita nel palato del mio cervello che stuzzico con la lingua della memoria e non si rimargina (e forse non si rimarginerà) mai.
Ripenso ai miei Bloom’s Day, che avete sempre odiato tutti, quesi 16 giugno pieni di luci sull’Arno, di fuochi d’artificio che non vedevamo mai e di bevute in giro insieme. Ripenso a come mi sentivo felice di festeggiare con i miei amici una ricorrenza che aveva importanza solo per me, ma che comunque era una festa, era un solco nella pelle e nel ricordo.
E penso che quest’anno non ci sarà nessun Bloom’s Day, nessuna Luminara in giro per la città.
Penso che non ci sarà più il vento fresco di novembre che sembra quasi primavera mentre ce ne torniamo a casa dopo una delusione artistica, che non ci sarà più David (anche perché ha chiuso per lasciare spazio a un modaiolo locale fashion-fusion), che non ci saranno più quegli ottimi hamburger. Non ci saranno più le soste in autogrill a mangiare tutte le caramelle gommose che la nostra bocca può contenere e poi sputarle nelle aiuole, non ci sarà più il RealConato di Massi, né i silenzi di imbarazzo di Tommaso, né la reticenza ambigua di Ricca.
O forse no.
E’ questo, in realtà che mi fa più male: ci saranno ancora, tutti quei momenti. Ci saranno ancora e sempre, perché le persone cambiano, ma mai del tutto.
Ci saranno, quei momenti.
Ma non ci sarò io.

E allora vi dico la verità: io vi penserò sempre. Sembra un po’ melò da dire così, ma è vero. Vi penserò sempre. E vi dedico due canzoni, che mi riporteranno sempre e per sempre ai momenti con voi…

Per Ricca ci sono (guardacaso) i Pearl Jam…
Perché sei una persona di cui ho sempre cercato, invano, di penetrare il guscio, ma alla fine cantare insieme ci ha unito tanto e ci ha fatto dire anche quello che con le nostre parole non era facile spiegare: l’inquietudine…


Elderly Woman Behind The Counter in a Small Town

I seem to recognize your face
Haunting, familiar, yet I can’t seem to place it
Cannot find the candle of thought to light your name
Lifetimes are catching up with me
All these changes taking place,
I wish I’d seen the place
But no one’s ever taken me
Hearts and thoughts they fade, fade away
Hearts and thoughts they fade, fade away

I swear I recognize your breath
Memories like fingerprints are slowly raising
Me you wouldn’t recall, for
I’m not my former

It’s hard when you’re stuck upon the shelf
I changed by not changing at all, small town predicts my fate
Perhaps that’s what no one wants to see
I just want to scream… Hello…
My God it’s been so long, never dreamed you’d return
But now here you are, and here I am
Hearts and thoughts they fade… Away…

Hearts and thoughts they fade, fade away
Hearts and thoughts they fade, fade away…
Hearts and thoughts they fade… Away…
Hearts and thoughts they fade, fade away…
Hearts and thoughts they fade, fade away…
Hearts and thoughts they fade, fade away…
Hearts and thoughts they fade…

Per Massi c’è, forse un po’ banalmente, Lou Reed.
Perché a volte non è facile sentire in modo diverso dagli altri, ma poi arriva sempre un…

Perfect Day

Just a perfect day,
Drink Sangria in the park,
And then later, when it gets dark,
We go home.

Just a perfect day,
Feed animals in the zoo
Then later, a movie, too,
And then home.

Oh it’s such a perfect day,
I’m glad I spent it with you
.
Oh such a perfect day,
You just keep me hanging on,
You just keep me hanging on.

Just a perfect day,
Problems all left alone
,
Weekenders on our own.
It’s such fun.

Just a perfect day,
You made me forget myself.
I thought I was someone else,
Someone good
.

Oh it’s such a perfect day,
I’m glad I spent it with you.
Oh such a perfect day,
You just keep me hanging on,
You just keep me hanging on.

You’re going to reap just what you sow,
You’re going to reap just what you sow,
You’re going to reap just what you sow,
You’re going to reap just what you sow…

Non sarà facile trovare amici come voi.
Non sarà facile abituarsi all’idea di perdervi.
Non sarà facile, ecco.

Augurio per un amico

April27

Bomba su campo scout
Dedicato al mio amico Max, che in questi giorni sta soffrendo tanto tanto per colpa di quegli scout massoni e integralisti.
Un piccolo augurio per un futuro migliore…

Cara vecchia Toscana…

April27

Ti svegli una mattina e scopri che vogliono costruire una superstrada a Lucca… La Superstrada ZeroZero.
No, non intorno a Lucca, bensì dentro Lucca. Con tanto di Cavalcamura e soppressione di vari centri di interesse e di aggregazione che, sicuramente, sono meno importanti di una nuova e imponente opera architettonica.
La Toscana è una regione avanti.
La Toscana è una regione che a lungo ho amato.
E allora perché questa iniziativa che sa di burla, questo progetto che vuole sbaragliare centri sociali e location storiche per far passare cemento e auto?
La gente si interessa ed è perplessa.
I toscani però non restano a guardare, e reagiscono.
E così il Comitato NoZeroZero si sta impegnando per evitare l’ennesimo scempio.
E intanto qualcuno ha hackerato il sito del Ministero delle Grandi Opere
Perché la viabilità potrebbe migliorare. Perché Lucca diventerebbe un porto di terra, da attraversare a tutta velocità e lasciarsi alle spalle, insieme ai copertoni usati e allo smog.

Una domanda mi saltella in testa: mi dicono fonti autorevoli che la gente è interessata. Che la gente minaccia, che scende per strada a vedere che succede, che vengono boicottati concerti, che c’è attenzione. L’unica mia perplessità è: perché le persone aprono gli occhi solo davanti a tombini, ponti, autostrade, TAV, e opere urbanistiche? Perché non si accorgono di quello che hanno, come gli spazi per i ragazzi, come il verde, come le infrastrutture di aggregazione anche senza queste minacce incombenti?
E’ proprio vero, allora: siamo un popolo di vecchi intorpiditi dagli anni ma con un sano spirito voyeuristico. I cantieri hanno un fascino che i centri sociali non avranno mai, a quanto pare…

Quadrifogli

April20

L’altro giorno ero abbracciata a spalle nuove, su un motorino chiaro, e fermi a un semaforo ho trovato un quadrifoglio, proprio lì, a mezzo metro da me. Grosso, pacioso e terrificante. C’era, lo so. Ma non l’ho preso.
Poi ho pensato che tutto quello che voglio, ora, ce l’ho. E che non ho bisogno di desideri.
Mi basta svegliarmi la mattina.

La vita cambia, ma in realtà sono le cose piccole a fartene rendere conto.
Quando smetti di pensare che il vino VERO sia solo quello rosso, e apri una porta cerebrale anche al bianco.
Quando capisci che l’emozione è ok, ma che anche la legge morale dentro di me, diciamo, spacca.
Quando fai cose che hai fatto per anni senza accorgerti e ti sembra la prima volta, e assapori ogni istante come fosse un sogno cosciente, un viaggio astrale, e invece no, e invece sei tu e sei presente.
Quando guardi il cielo nuvoloso e speri e speri e preghi che piova, perché vuoi sentire ancora quel rumore di pioggia sul tetto, così intenso e avvolgente, e vuoi sentirti avvolta e in nessun luogo e ovunque.

O quando ti senti proprio #nella Pasqua del Signore#.

Milano, Bologna, Torino, Venezia, Roma.
Tutto ha un colore nuovo, di possibilità. Non di rancore, non di solitudine, ma di sicurezza, di fiducia, di incoscienza, di libertà e insieme legame.
“Le cose hanno un altro sapore, quando ci sei tu.”
Già, le cose hanno un altro sapore.
L’azzurro è tornato ad essere azzurro.
Il vino è ancora più buono.
La musica non mi lascia mai.
La vita e le persone intorno e le situazioni hanno un altro volume. E’ tutto più basso, e mi gira in testa una strana melodia…

Per la prima volta, Conversation Galante di Eliot non è la mia poesia preferita. Devo trovare una sostituta al più presto.
Forse una di Hikmet. Quasi di sicuro.

“Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
sei la mia carne che brucia
come la nuda carne delle notti d’estate
sei la mia patria
tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
tu, alta e vittoriosa
sei la mia nostalgia
di saperti inaccessibile
nel momento stesso
in cui ti afferro.”

E per la prima volta capisco il senso di queste parole.

Come diceva Woody…

April2

Parafrasando Allen:

MU è morta, la mia storia è morta e nemmeno io sto tanto bene…

La Meglio Gioventù

April1

La Meglio Gioventù
Giusto per riprendere il titolo: meglio tardi che mai.
Come si può pensare di fare qualunque cosa sull’anti-psichiatria quando non si è visto nemmeno questo film?
Sono le quattro di notte e mi appresto a vedere la seconda parte, perché non resisto, perché è irrinunciabile.
L’adolescenza, il viaggio, l’amore, l’abbandono, l’ideale e la realtà, la disumanità e l’anti-psichiatria, e mille altri temi che non posso, non posso non continuare a scoprire, ora, adesso, subito, perché per troppo tempo non ho guardato, perché per troppo tempo ho ignorato, anche se credevo di no.
Mi fa impressione notare come gli “illuminati” degli anni ’70 avessero capito tutto, come ci fosse nell’aria quella sensazione di sfacelo imminente che ci sta travolgendo oggi e come alcuni se ne accorgessero.

“Lasci questo paese. L’Italia è un paese da distruggere. Un posto bello e inutile, destinato a morire.”
“Cioè, secondo lei tra un poco ci sarà un’apocalisse?”
“E magari ci fosse. Almeno saremmo tutti costretti a ricostruire. Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Dia retta a me, vada via.”
“E lei, allora, professore, perché rimane?”
“Come perché? Mio caro, io sono uno dei dinosauri da distruggere.”

Che già uno fa fatica a prendere sonno, quando poi te lo dice un film, ci pensi davvero. Se te lo dicono tutte le persone che hai intorno e che ti stimano e che ti vogliono bene puoi far finta di non sentire. Ma quando te lo dice un film. E quando nel buio della sala senti che devi prendere il quaderno e devi prendere la penna e devi scrivere queste parole un po’ banali ma così reali, allora ti accorgi anche che devi agire, che questo immobilismo può travolgere tutto, ma non deve travolgere anche te, che devi scappare, con la mente e col corpo, se puoi.
Che poi sono anni che scappi, anni che non stai ferma, anni che vaghi alla ricerca di qualunque cosa che non sia quello che hai già.
Da una parte mi sento confortata. Quando qualcun altro parla e dice quello che pensi anche tu, beh, allora ti rendi conto che non hai proprio sbagliato strada, che non stai sbagliando tutto.
Da una parte mi sento fuori tempo. Come sempre. E’ per questo che parlo veloce, che dormo poco e che fumo in fretta. Sono in ritardo, su qualunque cosa, quasi sempre. E anche stavolta. O forse no, forse devo smetterla di vederla come una “gara” e cominciare a dire quello che ho da dire. E stavolta sì, stavolta non mi lascio scappare l’ennesima idea.
L’anti-psichiatria, chi l’avrebbe detto che proprio mentre io stavo cercando di partorire, invano, Malinconie Urbane, qualcuno, nello stesso istante, nelle stesse notti, stava girando un film che parlava della stessa cosa. Un film in cui il protagonista dice:
“E’ il mio maestro, Franco Basaglia.”
“Quello che vuole liberare tutti i matti.”
“Lui c’ha questa strana idea che i malati non siano dei detenuti, ma delle persone. Che la malattia mentale non sia una colpa da espiare. Bizzarro, no?”
E non mi consola sapere che Marco Tullio Giordana ha 56 anni, non mi consola pensare che a vent’anni posso aver avuto un’intuizione che ha avuto anche uno di cinquanta. Non mi consola nulla, in questo momento, ma sento sento la responsabilità delle mie (non) azioni, sento quantomeno la consapevolezza.
Quindi ora basta.

Come mi ha detto lo Zio Angelo, devo “trovare la leva che sta alla base del meccanismo. Inventa un’interferenza semplice ma costante, che condizioni tutto dalle fondamenta.
E avrai il tuo sistema.
Il tuo mondo.”

Ok, io vado. Poi vi faccio sapere. Il vostro numero ce l’ho. Vi chiamo io.