Alchemico Blu

Laboratorio di trasmutazioni creative

Shutter Island e MoS

marzo15

Shutter Island mi è piaciuto. Purtroppo, ultimamente la mia vita sembra essere “funestata” da intuizioni tanto geniali quanto fastidiose che riguardano i finali delle cose che sto leggendo o facendo o vedendo o giocando. Di questo film mi è piaciuta l’ambientazione (un manicomio, su un’isola), i personaggi (vari quanto più si può sperare), il finale (anche se l’ho intuito credo al minuto 4, quando il protagonista dice “Non trovo le mie sigarette”) e la compagnia con cui l’ho visto (Gian sei la miglior MILF del mondo).

Quello che non mi è piaciuto è il doppiatore di Leonardo di Caprio, cane quasi quanto solo quello di John Cusack, la tipa cerebrolesa nella fila dietro che continuava a far battute insignificanti, infastidendo peraltro anche il ragazzo con cui stava, che sperava forse di ottenere qualcosa a fine serata e che dopo il film ha deciso che una sega era meglio e poi basta, direi.

Siamo andati a vedere questo film perché beh, era Scorsese, ma anche perché la trama letta qua e là ci faceva temere in un “plagio” involontario di una nostra idea per il progetto su cui Hive comincerà a lavorare ad Aprile. Per fortuna era solo un altro bel film e non il NOSTRO film (anche perché se no, sai che sfiga?). Quello che mi piace è l’intramontabile fascino della psicologia, della mente umana, il fatto che Freud e Jung non sono affatto morti e che anzi, sebbene sicuramente clinicamente superate, le loro teorizzazioni sono ormai entrate nell’immaginario collettivo e, esattamente come accade per la fisiognomica, scienza ormai declassata a follia, ci forniscono infiniti spunti per raccontare storie, per giocare con gli stereotipi (o, forse meglio, con gli archetipi) e per continuare a inorridire e a terrorizzarci davanti agli abusi fisici e psicologici a cui possiamo sottoporre la mente umana. Inquietantemente adorabile, direi.

Quindi sì, Shutter Island lo consiglio vivamente, ma consiglio vivamente anche di stare all’erta, perché qualcosa si sta ricominciando a muovere, qui, e presto la squadra tutta sarà richiamata “alle armi da presa” per cominciare a lavorare sul nuovo progetto, che in codice chiameremo solo MoS, per ora…
Questa volta il diario di produzione (e pre-produzione e post-produzione) sarà decisamente ricco quindi… Se siete curiosi di scoprire su cosa lavora Hive, curiosate e teneteci d’occhio!

Glimpses of life

agosto9

Per chi si chiedeva che fine avessero fatto le mie Malinconie Urbane, un aggiornamento.
In effetti non sono “morte”, ma, dopo troppi anni dalla concezione, si devono svecchiare e devono evolvere.
Intanto, per tutti i curiosi (i miei 3 lettori, altro che 10), c’è un Wiki-spoiler della prima Malinconia disponibile online (metà in inglese, metà in italiano) e la Galleria di immagini di alcune delle centinaia di fotografie che ho scattato per il progetto.

La cosa più inutile che possiate fare è scrivermi un messaggio dicendo: “Bello, mi piace” oppure: “Che schifo”.
Se vorrete spendere un quarto d’ora spiegandomi perché vi piace oppure no, ve ne sarò grata.

Non sono sola

febbraio8

Disperazione da tesi

Quando hai un problema, c’è sempre qualcuno che lo descrive meglio di te…

Per chi non capisse… Sto cercando di lavorare alla mia tesi di dottorato…

E finalmente… GamesLab!

dicembre7

GamesLab web site

Grazie a un’idea di Matteo, all’ospitalità dello Humanities Lab ma soprattutto a un manipolo di coraggiosi studenti rassegnatisi ad avere a che fare con me, prende il via il progetto GamesLab, un gruppo di studio formato da studenti e aperto a studenti, studiosi, ricercatori, docenti, per analizzare in modo trans-disciplinare il fenomeno dei videogiochi, cercando di unire l’approccio più accademico e formale alle nuove tendenze, ai nuovi stili, alle nuove metodologie di indagine.

Ci sono Sonari, Nintendari, fan di Halo… Di tutto, insomma!
Io cerco di essere super partes!

Grazie a Claudio per l’indispensabile aiuto tecnico e per la realizzazione del sito e a Natan per l’hosting e la rapidità di attivazione del tutto!

Lavori in corso

febbraio7

Non è tutto finito, non è tutto sospeso, siamo in piena fase di elaborazione dati!
Ho fatto fotografie fugaci in metropolitana, riprese sconclusionate tra gente stupita, sono stata fermata da un simpatico tizio nevrotico che mi ha chiesto con paranoia “Posso vedere le fotografie che ha scattato, signorina?” e quando gliele ho mostrate e ha visto che lui non c’era mai ci è rimasto male: già sperava di farmi un bel discorso minaccioso su privacy e quant’altro. Il mio Amico Avvocato però mi dice che fare fotografie in luoghi pubblici (e la metropolitana è pubblica) è un mio diritto.

Ogni volta che lavoro a Malinconie Urbane mi prende uno strano senso di nausea, una sorta di terrore, come se mi trovassi in bilico davanti a un abisso. Posso guardare in basso, guardare in alto, cadere nel nulla o spiccare il salto. Ma la vertigine c’è, e non passa mai. E’ per questo che mi piace, il processo creativo.
Prima mi spaventava e basta. Ora riesco a coglierne il fascino. Fare qualcosa che sai ti si ritorcerà contro, che metterà in discussione tutto, per cui fai fatica e sputi sangue, che nessuno apprezzerà, anzi, che nessuno noterà, ma farla comunque, nonostante tutto, perché non puoi farne a meno.
E ovviamente anche Natan passeggia con me sull’orlo del burrone, forse un po’ meno paranoico, più concentrato, più coi piedi per terra. Almeno uno di noi due li deve avere!

Comunque i lavori continuano. E quando lavoro a MU sto meglio. Molto.

Malinconie Urbane è on-line!

novembre13

Dopo varie settimane di duro lavoro, nonostante la distanza e tutti gli altri piccoli accidenti della vita, il sito web del progetto Malinconie Urbane è finalmente on-line!
La prima storia, o meglio la prima “Malinconia” è ancora in fase di lavorazione…
Intanto potete esplorare il sito, usare il Forum, o contattarci per partecipare o aiutare!

Cercate di scoprire cosa succederà, cos’è davvero la Malinconia…
Sta a voi…
E’ solo un gioco? Non ne sono sicura…
Date un’occhiata!

Urban Melancholies is finally on-line!

After severl weeks of hard, hard work, despite the distance and all the other little matters of life, the web site of the Urban Melancholies (Malinconie Urbane) project is finally on-line!
The first story, or better, the first “Melancholy” is still in development. Meanwhile, you can explore the site, use the Forum, or contact us if you want to participate or help!

Try to understand what will be going on, try to discover what Melancholy really is…
It’s up to you…
Is it just a game? I’m not sure…
Check it out!

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