Fame

È l’aria fredda della primavera o dell’autunno. La notte che arriva prima, il buio che mi fa compagnia. Ogni volta la sensazione è la stessa: quella di stare per assistere a qualcosa di inaspettato, a un cambiamento radicale, a uno sconvolgimento. La Torre dei Tarocchi, la stella cadente a cui sussurrare un desiderio, i nuovi viaggi che mi aspettano e le nuove storie che devo ancora scoprire e raccontare, tutto questo lo sento nel freddo delle sere autunnali che arrivano a grandi falcate, spazzando via l’afa estiva e facendomi finalmente respirare.
In questi momenti di cambiamento, sento fortissima la voglia di un’avventura, di una pazzia, di un lavoro che mi sfinisca e mi lasci estenuata, ma piena di ricordi, di una scoperta, di qualcosa che diventi una pietra miliare della mia vita. Non bastano più pochi giorni sul set, non bastano più delle riprese mordi-e-fuggi, io voglio tutto, io voglio vivere quella sensazione ancora e ancora. Sbattere la testa contro una storia che non sembra trovare un equilibrio, con dei personaggi che mi sfuggono di mano, conoscere attori che mi fanno restare a bocca aperta quando li vedo recitare, stare sveglia fino a notte fonda perché quella scena deve, deve, DEVE venire bene, alzarmi all’alba al mattino per controllare che sia tutto in ordine e ricominciare.
Fame, la chiamano.
Fame perché ne vorresti ancora e ancora, perché ti svegli sudata in mezzo alla notte e avresti voglia di addentare ancora un pezzo di esistenza così, fame perché può anche farti male se ne mangi troppo, di cinema.
Fame anche nel senso di celebrità, di fama, di immortalità. Vivere per sempre – o sperarlo – sullo schermo d’argento, sugli schermi del computer, nella memoria di chi ha visto quello che hai contribuito a fare. È un pensiero che ti aiuta, se hai paura di essere solo di passaggio e di non poter lasciare nessun segno tangibile della tua esistenza, così che quando sarai morta nessuno si ricorderà di te e tutto quello che hai fatto sarà stato come se non fosse mai esistito.
Fame. Sogni. Storie. Poche parole mi si addicono così tanto, stasera. Eppure, poche volte come stasera mi sono sentita così lontana da questi tre capisaldi della mia esistenza.
Domani andrà meglio.
Sarò un giorno più vicina alle prossime riprese. Alla prossima storia.

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