Alchemico Blu

Laboratorio di trasmutazioni creative

Run baby run

aprile10

Lo sapevo che la primavera sarebbe arrivata. Me lo sentivo.

No, non la “solita” primavera, quella che comincia il 21 Marzo ogni anno, precisa e puntuale come un orologio. Intendevo la MIA primavera, quella in cui mi metto a fare l’orto, a correre nel Parco del Ticino, a tradurre sul terrazzo all’ultimo piano, nella nostra Mansarda Blu (e gialla), quella in cui ordino le guide Lonely Planet per il viaggio in Europa di quest’estate e in cui non mi sento un fallimento totale in ogni singolo secondo.

Epifania? Circa, non proprio, però almeno non provo la solita fastidiosa e immotivata inquietudine. Progetti nella testa. Posti dove andare. Voglia di lavorare alle traduzioni, sempre di più. Bisogno, quasi, di passare un bel po’ di ore al giorno a scrivere, ma poi correre, sudare, stare al sole, riflettere, tornare a cambiare una parola.

Ho giocato a Heavy Rain (presto uno speciale come non mai), stiamo cominciando a lavorare al nuovo progetto di Hive Division, tra due settimane andremo al Far East Film Festival (che aspettiamo ogni anno come e PIU’ del Natale) e domani andiamo a Pavia per rivedere delle persone speciali e passare una giornata insieme.

Certo, c’è anche chi parte e mi ricorda che un po’ vorrei partire anche io, e andare, e vedere, e magari ricominciare da qualche altra parte. Però forse c’è ancora qualcosa da fare, qui, c’è ancora la possibilità di essere felici e non me la sento di ricominciare da zero altrove, perché in fondo qui non sono a zero. Affatto.

Ora c’è il sole e un bel vento fresco. Esco. E respiro di nuovo.

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