Censura videoludica? No grazie
Esiste il PEGI, che si occupa di valutare e catalogare i giochi per fasce di età e contenuti.
Non abbiamo bisogno, per l’ennesima volta in Italia, di qualcun altro (probabilmente con meno competenze) che effettui un doppio-controllo su un prodotto creativo e di intrattenimento.
Il passo successivo potrebbe essere quello del divieto (o, per usare parole altisonanti, della censura).
C’è una petizione contro la creazione di questo nuovo organismo in Italia, che funzionerebbe male, succhierebbe soldi, rallenterebbe le pratiche e, tra le altre cose, danneggerebbe il mercato interno della distribuzione (gli stessi giochi si potrebbero acquistare più rapidamente all’estero).
Qui c’è il testo della petizione e il modulo per firmare…
Non facciamoci incastrare ancora nell’inutile burocrazia…