Alchemico Blu

Laboratorio di trasmutazioni creative

C'era una volta un aeroplano…

gennaio29

Serata Peppe
Gli amici sono diversi da come sono io, gli amici fanno scelte diverse dalle mie, gli amici partono per un anno e mezzo e vanno lontano lontano. Gli amici restano, anche da lontano. Gli amici ne senti la mancanza, poi.
Della regola delle vocali.
Delle serate che passano a casa tua a giocare con tuo padre a PES fino alle cinque e mezza di mattina.
Delle battute.

Settimana scorsa mi sono anche messa a piangere.
Ma stasera no. Stasera ci saranno solo risate. Cannelloni di mia sorella.
E crepes alla nutella di Alice (che anche lei, fa la sostenuta, ma alla fine si commuove).

PS: Peppe è partito. E’ dichiarato chiuso il Farewell Party più lungo della storia. Dopo due mesi, sette cene, tre ubriacate e infinite partite a PES, i festeggiamenti di addio sono veramente finiti.
Peppe tornerà tra un anno e mezzo.
Tra poco cominceranno i festeggiamenti per il suo ritorno. Siete tutti invitati!

La magia della neve

gennaio27

Nevicata bestiale
Io adoro la neve.
Mi piace, è rilassante, dà calma e tranquillità.
Adoro il suo candido bianco, la sua fresca consistenza, il suo magico comparire.
Così pura, intonsa, incontaminata…

Ma da stamattina un pensiero mi martella la testa…
Tutto questo candore, questa purezza, questo immacolato bianco.
Tutto questa morbida coltre vorrei, e con tutte le mie forze lo voglio e lo sogno e lo spero, questa coltre, dicevo, vorrei fosse macchiata del rosso del sangue di quegli schifosi maledetti di Trenitalia che oggi hanno sciperato, in Toscana, senza avvertire nessuno. Vorrei che i loro fluidi vitali scorressero sul mondo innevato e si spargessero ovunque, lasciando loro senza vita e dando a me, per una volta, la soddisfazione di dire “Morite, bastardi” e di veder realizzato il mio desiderio.
Vorrei che i responsabili del Call Center, assenti e introvabili dalle 10 di questa mattina (ora sono le 15.30) venissero vampirizzati da una forza oscura e rimanessero lì, immobili, esattamente come tutti gli sfigati che hanno lasciato a piedi oggi, per l’ennesima volta, per la millesima volta in questi anni di merda.
Vorrei sofferenza e distruzione su tutti questi egoisti ignoranti e approfittatori, che condizionano la vita della gente senza un minimo di serietà, che rendono lo sciopero un’arma per ottenere privilegi, non diritti, che rubano soldi tempo e fatica alle persone che non possono permettersi di viaggiare in auto quando ne hanno voglia, che ingannano, truffano e deridono, dall’alto della loro posizione di sicurezza, chi dei loro servizi ha bisogno.

E’ questo il mio sogno, vederli esplodere tutti in un vortice di dolore, e vedere questa meravigliosa neve colorata con gli spruzzi dei loro fuochi artificiali biologici.

[vorrei scrivere, per tutelarmi, che i fatti, i luoghi e le persone citate in questo articolo sono frutto di immaginazione, ma NON E' VERO, è tutto così, è tutto così deprimente e maledettamente schifoso. Se fossimo un paese sotto dittatura, se fossimo un paese del terzo mondo almeno avremmo qualcosa per cui lottare. Invece così non si muove nulla, né i treni, né le nostre coscienze. La gente in gamba fa una sola cosa: fugge a gambe levate da questo posto di merda, se ne va, scappa, e fa BENE, fa BENISSIMO, perché qui non c'è niente per nessuno, non c'è spazio, non c'è speranza, non c'è e basta.
Me ne andrei anch'io se solo sapessi dove. Se avessi una mezza idea, sarei già su un treno. Ok, su un treno no, c'è sciopero. Su un aereo. Cristo, scioperano anche quelli. Niente, prenderei lo zaino che mi ha regalato lei me ne andrei a piedi, che quelli non scioperano, e funzionano bene.
Ho appena scritto una mail infuocata/avvelenata, aspettiamo di vedere che succede, altrimenti Avvocato Mattone + Associazione Consumatori, stavolta, non li tiene da parte nessuno.]

Per inciso: il correttore automatico di Thunderbird cerca di farmi sostituire la parola TRENITALIA con UROGENITALI. Ci sarà un suo perché, no?

The Light at the End of the World

gennaio27

The Light at the End of the World
La Gehenna Inc., casa di distribuzione cinematografica e artistica indipendente, presenta il corto The Light at the End of the World.
L’idea, la sceneggiatura e la regia sono di Tommaso De Benetti (Gatsu) e, tra i vari collaboratori esterni, è presente anche quella Hive Division che si sta occupando di un altro ambizioso progetto

Bello avere degli amici aspiranti cineasti!

World of Warcraft is a feeling…

gennaio24

Azeroth campagna notturna
Sottotitolo: who needs a social life?

Ecco dov’ero finita. Ad Azeroth.
Ebbene sì, dopo mesi in cui ho cercato di ignorare il fenomeno, sono finalmente passata al “Mondo Vero”, quello dove le regole sono uguali per tutti, dove ci sono chilometri e chilometri di lande, terre e città da esplorare. Dove sono una bellissima Maga di nome BlueAradia e tutti sono gentili, ci si aiuta a vicenda, ogni tanto mi fanno anche un incanto di protezione senza che io chieda nulla.

Insomma, è un posto fantastico. Soprattutto, quando muori, poi rinasci. Sempre. Basta ricongiungersi al proprio corpo. O al limite si chiede a quella gnocca dello Healing Spirit di resuscitare.

Questa sono io, con il mio bellissimo gatto Silver Tabby (è innocuo, ma una volta dopo aver sconfitto frotte di nemici, gli ho intimato “Bravo gatto, mangia il cadavere”) e la mia Christmas Reindeer. Ne vado fiera, devo dire, dei miei due famigli. Silver Tabby mi segue sempre, è un gatto d’acciaio e, tra l’altro, assomiglia di brutto a Pico.
La Christmas Reindeer è un po’ più fragile, spesso la lascio a casa, ma è d-e-l-i-z-i-o-s-a!

La maggior parte del tempo la passo seguendo l’addestramento da Mago. Apprendo sempre Spell nuovi, mi sto specializzando nelle magie arcane ed è bellissimo padroneggiare gli elementi, dal fuoco al ghiaccio. Una delle cose che mi piace di più dell’essere Mago è la possibilità di creare dei portali per viaggiare da una città all’altra. Così, in un secondo, mi ritrovo da Ironforge a Stormwind e, quando finalmente sarò livello 30, potrò anche arrivare alla lontana Darnassus, capitale degli Elfi della Notte.

Viaggiare è bellissimo. Si può correre e osservare il paesaggio, ma ancora più spettacolare è attraversare le terre dell’Alleanza e dell’Orda con il Grifo. Si passa davvero al di sopra delle valli e degli stagni, delle terre fertili e di quelle sventrate dal fuoco, del bene e del male.

A volte ho paura, come quella volta che mi sono ritrovata inconsapevole a passeggiare per le Arathi Highlands e, sovrappensiero, mi sono addentrata a Stormgarde Keep, rischiando di essere uccisa da esseri abominevoli, nascosti nell’ombra dei muri e delle rovine della Rocca.
Altre volte, invece, mi sono sentita un Dio, e dopo la vittoria ho banchettato con arroganza accanto ai corpi dei nemici uccisi

Ma, come al solito, il bello è condividere. E allora una notte in cui non riuscivo a dormire, il mio simpatico amico Krelian, un Nano Cacciatore che ride sempre sguaiato e spara a tutto ciò che si muove, esploratore di montagne e amante del pericolo, mi ha portato sulle vette innevate intorno a Dun Morogh e mi ha condotto per una lunga passeggiata in cui abbiamo osservato tutto il mondo dall’alto.
Abbiamo corso lungo distese innevate, su cui nessuno aveva mai messo piede, ci siamo fermati a osservare tutto dal picco più alto, abbiamo contemplato, per la prima volta, le montagne da loro pari, alla loro altezza, emozionati e senza parole davanti alla Searing Gorge, abbiamo avuto freddo, sì, freddo e, infine, siamo morti, insieme, caduti da un picco troppo alto per i nostri corpi, ma non abbastanza scosceso da bloccare la nostra curiosità.

Ieri, invece, ho passeggiato da sola, pensierosa, su quanto sia difficile “sentire” in modo sincero in un mondo finto, che ci circonda sempre, che conosciamo da sempre e in cui, però, non ci siamo mai sentiti a nostro agio, e quanto sia meraviglioso e inaspettato “sentire”, e tanto, in un mondo nuovo, che si può visitare a sprazzi, quasi come un sogno. Nuovo e più reale del reale, a volte. Concreto, quasi tangibile, che arriva a popolare le nostre notti e i nostri giorni, che arriva ad essere i nostri giorni e le nostre notti.

Domani, invece, parto. E vado dall’altra parte del mondo. E’ emozionante avere così tanto da scoprire. E’ emozionante sentirsi liberi di poterlo fare.

Ogni tanto sì

gennaio11

Non è che preghi spesso.
Anzi quasi mai.
In questi giorni sì.
Prego chi so io.
Ma prego.