AlchemicoBlu

Laboratorio di trasmutazioni creative

Image Guerrilla

novembre22

Che cos’è Image Guerrilla?
Niente di meglio, per spiegarlo, che le parole del suo ideatore, Clemente Pestelli:

Trovo ridicolo continuare ad ascoltare banalità compiaciute su arte etica, arte etnica o arte sociale, quasi come se il concetto d’arte fosse un’area ben definita del nostro pensiero declinabile in molteplici salse, anche quelle caritatevoli e pietistiche a cui ci hanno abituato i tradizionali sistemi di informazione.
Credo che parlando di creatività ed immaginazione, individuale e collettiva, non si debbano e non si possano imporre né imperativi né ristrette categorie di appartenenza. Credo che l’attività immaginifica di ogni individuo o di una comunità possa realizzarsi nelle forme più disparate come è sinora successo per la pittura, la scultura, il teatro, il cinema, la culinaria, ma anche la matematica, la fisica, la chimica etc.

E ancora

“Senza quindi disquisire su cosa sia arte e cosa non lo sia e senza reclamare posti al sistema dell’arte ufficiale, è forse possibile ed interessante rivolgere le nostre attività immaginative verso la creazione di nuove forme culturali di dissenso.
Ecco quindi l’idea di creare un gruppo di lavoro che operi in questa direzione, facendo tesoro di tutte le esperienze di comunicazione-guerriglia (locali e globali), delle pratiche dell’attivismo telematico (in particolar modo della recente net.art internazionale) e delle pratiche di comunicazione ed informazione indipendente.”

Quindi un gruppo di persone si trova (e si troverà, fino a Febbraio 2006) per sperimentare, decostruire e soprattutto riappropriarsi di significati stantii e omologati di immagini e icone collettive.
Image perché l’immagine è un elemento imprescindibile della nostra società, mediatica e non, tutta basata su un’iconografia normalizzata, ben definita, che deve sempre e comunque rispettare certi parametri per essere giudicata “gradevole”, “artistica”, “d’avanguardia”.
Guerrilla come atto culturale e sociale violento (lontano dalla reale violenza fisica, però, sempre apparentemente “innocuo”), guerrilla come tentativo di scardinare un sistema deviato per riproporre una visione soggettiva di come “potrebbe essere”, lontano dall’imposizione del “com’è”.

Scardinare l’ovvio per l’immaginario.

Ecco un esempio di come il significato può mutare, quando l’icona viene decostruita…

MGS Philanthropy – Rinascita

novembre22

MGS Philanthropy rinasce, con un sito e un team tutto nuovo.
L’obiettivo del progetto è quello di realizzare un lungometraggio ispirato alla serie di Metal Gear Solid.
Giacomo, l’ideatore, è riuscito a mettere insieme una squadra eterogenea, composta da persone appassionate, con tanta voglia di fare e con competenze diverse… Nel mio piccolo ho dato una mano anche io.

Il 28 novembre sarà possibile scaricare il Prologo, “The White Land at the Edge of the World”…
Tenete d’occhio il sito web (e, se volete, partecipate al progetto)!

radioAttività a Pisa!

novembre18

“Parlare di pace e di libertà di espressione oggi implica una seria riflessione sull’accesso ai circuiti mediatici che veicolano le forme culturali del nostro tempo. Oggi i principali canali di comunicazione sono sempre meno accessibili per gli strati medio-bassi della società e sempre più subordinati ai meccanismi e alle dinamiche del mercato.”

Ed ecco allora tre artisti-tecnologi (Clemente, Francesca e Gionatan) , armati di buona volontà e con la passione per la sperimentazione, allestiscono un Workshop, presso la Stazione Leopolda di Pisa, per insegnare a utilizzare queste “tecnologie digitali” di cui tutti parlano per aprire finestre sul mondo, per comunicare. Il tutto all’interno della Biennale del Cinema per la Pace, per parlare con violenza (ma solo mediatica e artistica) del fatto che la violenza (sociale e fisica) sia un’idiozia.
Comunicare è la forma di libertà primaria. Chi comunica, condivide, crea un patrimonio collettivo, stimola alla riflessione, mette in moto qualcosa. E aiuta ad abbattere, in particolare, quel regime di ignoranza grazie al quale avvengono i soprusi peggiori. Comunicare per essere liberi, per evitare gli scempi di tutti i tipi (anche e soprattutto della guerra, perché no).

“Per questo nasce radioAttività, progetto che intende recuperare il fascino di un medium come la radio ed integrarlo con le possibilità oggi offerte dalla rete Internet.”

Si comincia con lo Sgombero di Radio Alice negli anni ‘70, si arriva al Manifesto Futurista La Radia di Marinetti, passando per “La guerra dei mondi”, radiodramma di successo riproposto in italiano da studenti della scuola d’arte di Carrara.
E’ una finestra per ascoltare, ma anche per proporre: i gruppi emergenti, gli amatori, gli appassionati… Chiunque, potenzialmente (con pochi mezzi e poca esperienza) può allestire una WebRadio e parlare col mondo.
Non male, no?

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