Alchemico Blu

Laboratorio di trasmutazioni creative

Fuochi a Pavia

ottobre9

Proprio così… Ho una macchina fotografica magica che riesce a catturare anche i Fuochi d’Artificio

MU – L'unico appiglio

ottobre9

E’ sempre stato un progetto importante, per me.
Da quando mi è nato in testa, così come un lampo, come un racconto, ho sperato di portarlo a termine. Anzi, no, di portarlo a inizio. Perché è un progetto lungo, modulare, complesso e articolato, su cui sarà necessario lavorare per anni prima di raggiungere la forma del sogno.
Questo non mi spaventa. Lavorare per anni, intendo, assolutamente. Ne ho voglia, anzi, ne ho bisogno.
Temo spesso di sprofondare in angoli grigi di me stessa, dove non vedo più nulla se non il microcosmo contingente che mi circonda. E invece voglio ricordarmi sempre che c’è dell’altro, che c’è questo sogno, che c’è il sogno, da qualche parte, che il bianco e il nero sono solo un punto di partenza, da cui fuggire, da cui andarsene.
E me ne andrò, dal grigiore del mio non scrivere, me ne andrò dal bianco abbacinante della pagina vuota. Me ne sto già andando. A dire il vero, ce ne stiamo andando.
Non posso lasciar morire MU, non un’altra volta. Quando il continente del sogno si è inabissato qualcosa è finito, e ora, con Malinconie Urbane, voglio riportarlo alla luce.
Ecco cos’è, la mia Atlantide, un luogo immaginifico di bellezza e magia.
Poco importa che sia una città. E ancor meno che sia grigia e squallida e crudele e disumana.
Il fatto è che, per una volta, non me ne starò a guardare. Non starò ferma immobile a subire.
Sarò io a creare qualcosa, da qualche parte. Visto che nella mia vita non ci riesco, ci proverò almeno nella mia arte.

(e se tutto naufragasse, naufragherei anche io, in un mare rosso sangue. Il dolore mi affogherebbe. Anzi, no. La mia stessa vita mi affogherebbe, e nel mio corpo non scorrerebbe più il variopinto fluido arcobaleno dell’immaginazione e della creatività, ma solo un dozzinale e comune sangue rossastro, come quello di tutti gli altri, come quello di tutti gli altri)

Le persone perfette

ottobre8

Le persone perfette mi fanno schifo.
Odio quel loro modo di essere, perfette, senza sbavature, sempre al loro posto, sempre a loro agio.
Odio chi sceglie, e qualunque scelta faccia, è sempre soddisfatto, è sempre la scelta migliore, è sempre la cosa più bella.
Odio le persone perfette tanto quanto odio la mia dannata imperfezione.
Le mie macchie sulla pelle.
Le mie giornate senza senso.
I miei pensieri sconnessi.
La mia sindrome premestruale.
Odio la perfezione perché mi ricordo, ogni giorno, di quanto sono fragile e terribilmente inutile.
Di quanto dovrei scomparire in un alone di polvere magica, in stile Final Fantasy, e invece no, resto qui, con tutta la gravità del mio corpo, con tutta l’insoddisfazione del mio spirito.
Resto qui piena di progetti aperti, ma sempre sola, in un turbine confuso di frequentazioni di cui farei a meno.
Odio la perfezione e odio me stessa perché sono intransigente, sempre, con tutti, soprattutto con gli altri.
Oggi mi odio in modo particolare, perché oltre a me stessa metto sul banco anche gli altri, quelli a cui voglio bene, e tiro le somme, e divento giuria.
E mi faccio schifo, a notte appena iniziata, perché scrivo sfoghi e non racconti, perché penso alla vita e non all’arte, perché resto immobile e non so creare.

Voglio uscire da questa dannata attesa e tornare a respirare e a uscire.
Voglio smettere di vivere divisa.

Net.Art – Connessioni leggendarie

ottobre7

Ecco dove andrò tra due settimane…

Svolta epocale (o anche "-iBook- PowerBook sarai mio")

ottobre3

E’ un momento epocale.
Chi mi conosce sa che da mesi (o anni?) sto boicottando Bill cercando di non usare più suoi programmi.
No, non è una questione ideologica o di principio: è per salvarmi il fegato. Davvero, niente risentimento, solo non ce la faccio più.
Forse (ma non troppo forse) abbandono Soffietto dopo esattamente quattro anni di battaglie insieme e passo a questo.
E’ che me lo sogno la notte…
Deve essere mio…

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