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	<title>Commenti a: Lou Reed alla Milanesiana</title>
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	<description>Laboratorio di trasmutazioni creative</description>
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		<title>Di: izzo pasquale</title>
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		<dc:creator>izzo pasquale</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2007 10:12:12 +0000</pubDate>
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		<description>gentile bluevalentine, effettivamente il commento del sedicente melchiorre gerbino è esagerato. bene fa a dissociarsene brevemente con la sua consueta sobrietà.

avv. pasquale izzo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gentile bluevalentine, effettivamente il commento del sedicente melchiorre gerbino è esagerato. bene fa a dissociarsene brevemente con la sua consueta sobrietà.</p>
<p>avv. pasquale izzo</p>
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		<title>Di: BlueValentine</title>
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		<dc:creator>BlueValentine</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 14:48:08 +0000</pubDate>
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		<description>Non cancello i commenti perché questo vuole essere uno spazio aperto di discussione.
Mi permetto però di far notare agli autori dei LUNGHI interventi qui sopra che dovrebbero imparare ad adattare il loro stile ai contesti mediatici in cui pubblicano: che senso ha scrivere una valanga di parole nel commento di un blog? Non è usabile, non è interessante, non è d&#039;effetto. E&#039; solo la triste manifestazione di una strana forma di protagonismo.
Per dire le cose BENE non bisogna scrivere tanto, ma scrivere in modo efficace. Non mi pare che fino ad ora sia stata rispettata questa norma tanto basilare quanto fondamentale...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non cancello i commenti perché questo vuole essere uno spazio aperto di discussione.<br />
Mi permetto però di far notare agli autori dei LUNGHI interventi qui sopra che dovrebbero imparare ad adattare il loro stile ai contesti mediatici in cui pubblicano: che senso ha scrivere una valanga di parole nel commento di un blog? Non è usabile, non è interessante, non è d&#8217;effetto. E&#8217; solo la triste manifestazione di una strana forma di protagonismo.<br />
Per dire le cose BENE non bisogna scrivere tanto, ma scrivere in modo efficace. Non mi pare che fino ad ora sia stata rispettata questa norma tanto basilare quanto fondamentale&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: gdm</title>
		<link>http://www.alchemicoblu.it/2005/06/lou-reed-alla-milanesiana/comment-page-1/#comment-415</link>
		<dc:creator>gdm</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Mar 2007 14:43:38 +0000</pubDate>
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		<description>RETTIFICA =

Per la verità nella breve scheda bio-bibliografica apparsa in Wikipedia ed attualmente &quot;voce protetta&quot; dagli interventi vandalici dell&#039;utente problematico Melchiorre Gerbino, era scritto che nel lontano 1967, prima di trasferirsi in Marocco, &quot;Gianni De Martino è stato a Milano tra i fondatori di Mondo Beat&quot;. Va precisato che Gianni De Martino  è stato  tra l&#039;altro caporedattore di “Mondo Beat”,  rivista vissuta pochi numeri ed effettivamente da lui ri-fondata, migliorata e trasformata in una vera e propria rivista  edita per l&#039;editore Giangiacomo Feltrinelli nel luglio del 1967 a Milano (n. 5, settimo della serie) * .

Va altresì precisato che i primi due numeri della rivista &quot;Mondo Beat&quot; ( nn. 0 e 00) fondata da Vittorio Di Russo e da altri poeti che frequentavano la casa della signora Fernanda Pivano in via Manzoni, non avevano alcun direttore responsabile in quanto non ancora registrata in Tribunale. Solo in seguito, a partire dal n. 1 ( terzo della serie), per ottemperare alle leggi sulla stampa, il Gerbino - che era tra i più anziani della banda, allora aveva già 27 anni - fu fatto iscrivere all&#039;Elenco Speciale e da allora crede di essere veramente il &quot;Direttore&quot; del movimento beat e de la Contestazione planetaria ( come altri picchiatelli credono di essere Napoleone Bonaparte).

Il movimento beat esisteva, negli Stati Uniti e in Europa,  prima del Gerbino e del suo viverlo in maniera strumentale. Fu un movimento senza i capi e capetti, spontaneo e corale di accomunamento, di cui &quot;Mondo Beat&quot; fu un&#039;esperienza molto specifica e parziale di quegli anni di rivolta giovanile e d&#039;impudente innocenza che oggi è imbarazzante ricordare.

A seguito degli interventi a dir poco megalomaniaci, incivili e impropri del sig. Melchiorre Gerbino, la voce è stata oscurata e bloccata dagli Amministratori di Wikipedia a scopo cautelativo per proteggere sia il lavoro dei wikipediani sia la voce stessa dai vandalismi del soggetto, i cui commenti , definiti &quot;da querela per diffamazione&quot;, sono stati  (giustamente) cancellati. Il Gerbino infatti si pone al centro di &quot;infiltrazioni&quot; e di &quot;complotti&quot; immaginari e vacui, e sembra incapace non solo di dare a ciascuno il suo, ma anche di distinguere tra verità e finzione. E&#039; quanto risulta, tra l&#039;altro, anche dalla testimonianza dello scrittore sperimentale Marco Philopat, che ha raccolto liberamente in un libro, &quot; I viaggi di Mel&quot; ( Shake edizioni) le affabulazioni orali del Gerbino con l&#039;intento di de-costruirle e mettendo in luce un carattere paradossale di  provocatore semi-professionale, non privo di cialtroneria e di oscurità. &quot; Melchiorre Gerbino - si legge in quarta di copertina - l&#039;affabulatore, lo storico e il cialtrone...&quot;.

Ad ogni modo, le tiritere non veritiere e offensive del recidivo sig.Melchiorre Gerbino , scancellato da Wikipedia e mitomane notorio, che persiste nel porre in essere comportamenti diffamatori inerenti la persona e la storia professionale e privata del sig. De Martino, così come di altre numerose persone che si vedono attribuiti atti mai compiuti,  sono irrilevanti ai fini della compilazione e di un miglioramento della voce &quot; Gianni De Martino&quot; che verrà eventualmente ripristinata in Wikipedia alla fine della vicenda che la riguarda.

P.s.
* A sostegno di quanto sopra sostenuto, cfr. :

- Fernanda Pivano, &quot;C&#039;era una volta un beat. 10 anni di ricerca alternativa&quot;, Arcana, Roma 1976 ( con foto dell&#039;archivio di Gianni De Martino); Frassinelli, Milano 2003.
- &quot;Beat &amp; Mondo Beat&quot;, a cura di Matteo Guarnaccia, Stampa Alternativa, Viterbo 1996.
- Tiziano Tarli, &quot; Beat italiano. Dai capelloni a Bandiera Gialla&quot;, coll. Quadra, Castelvecchi, Roma 2005.

- Gianni De Martino Om, &#039;Dateci i sacchi a pelo e tenetevi le bandiere in &quot;Mondo Beat&quot; n° 4, maggio 1967, ripreso in: Gianni De Martino e Marco Grispigni, &quot;I capelloni: Mondo Beat 1966-1967, storia, immagini documenti&quot;, Castelvecchi, Roma, 1997; e parzialmente in: AA.VV., &quot;Ragazzi senza tempo. Immagini, musica, conflitti delle culture giovanili&quot;, coll. &quot;Riscontri&quot;, Costa &amp; Nolan, Genova 1993;

 - Gianni De Martino A. Om, &#039;Senza motivi, senza anima&#039;, in &quot;Mondo Beat&quot; n° 4, maggio 1967, ripreso in: Gianni De Martino e Marco Grispigni, &quot;I capelloni&quot;, op.cit.;

- Gianni De Martino Ohm, &#039;Milano in stato d&#039;assedio.Noi di Nuova Barbonia&#039;, in Mondo Beat n° 5, luglio 1967, ripreso in Nanni Balestrini e Primo Moroni, &quot;L&#039;orda d&#039;oro 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale&quot; , SugarCo edizioni, Milano, 1988; con lo stesso titolo, nuova edizione a cura di Sergio Bianchi, coll. &quot;Onde&quot;, Universale Economica Feltrinelli, Milano 1997; e in: AA.VV.,&quot; Ma l&#039;amor mio non muore&quot;, Arcana, Roma, 1971; con lo stesso titolo, nuova edizione a cura di Gianni Emilio Simonetti, coll. &quot;Derive &amp; Approdi, Castelvecchi, Roma, 1997; e in: AA.VV., &quot;Ragazzi senza tempo. Immagini, musica, conflitti delle culture giovanili&quot;, op.cit.; e in: Pablo Echaurren e Claudia Salaris, &quot;Controcultura in Italia 1967-1977. Viaggio nell&#039;underground&quot;, coll. &quot;Saggi Arte e Letteratura&quot;, Bollati Boringhieri, Torino 1999;


Gianni De Martino, &#039;Adiòs muchachos&#039;, in Belpoliti, Bergamini, Bifo, Binaghi, De Martino, Giorgini, Ramina, Valcarenghi, &quot;L&#039;altro mondo. I giovani e l&#039;utopia dopo il &#039;68&quot;, a cura di Pino Mercuri, Edizioni dell&#039;Apocalisse, Milano 1980.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>RETTIFICA =</p>
<p>Per la verità nella breve scheda bio-bibliografica apparsa in Wikipedia ed attualmente &#8220;voce protetta&#8221; dagli interventi vandalici dell&#8217;utente problematico Melchiorre Gerbino, era scritto che nel lontano 1967, prima di trasferirsi in Marocco, &#8220;Gianni De Martino è stato a Milano tra i fondatori di Mondo Beat&#8221;. Va precisato che Gianni De Martino  è stato  tra l&#8217;altro caporedattore di “Mondo Beat”,  rivista vissuta pochi numeri ed effettivamente da lui ri-fondata, migliorata e trasformata in una vera e propria rivista  edita per l&#8217;editore Giangiacomo Feltrinelli nel luglio del 1967 a Milano (n. 5, settimo della serie) * .</p>
<p>Va altresì precisato che i primi due numeri della rivista &#8220;Mondo Beat&#8221; ( nn. 0 e 00) fondata da Vittorio Di Russo e da altri poeti che frequentavano la casa della signora Fernanda Pivano in via Manzoni, non avevano alcun direttore responsabile in quanto non ancora registrata in Tribunale. Solo in seguito, a partire dal n. 1 ( terzo della serie), per ottemperare alle leggi sulla stampa, il Gerbino &#8211; che era tra i più anziani della banda, allora aveva già 27 anni &#8211; fu fatto iscrivere all&#8217;Elenco Speciale e da allora crede di essere veramente il &#8220;Direttore&#8221; del movimento beat e de la Contestazione planetaria ( come altri picchiatelli credono di essere Napoleone Bonaparte).</p>
<p>Il movimento beat esisteva, negli Stati Uniti e in Europa,  prima del Gerbino e del suo viverlo in maniera strumentale. Fu un movimento senza i capi e capetti, spontaneo e corale di accomunamento, di cui &#8220;Mondo Beat&#8221; fu un&#8217;esperienza molto specifica e parziale di quegli anni di rivolta giovanile e d&#8217;impudente innocenza che oggi è imbarazzante ricordare.</p>
<p>A seguito degli interventi a dir poco megalomaniaci, incivili e impropri del sig. Melchiorre Gerbino, la voce è stata oscurata e bloccata dagli Amministratori di Wikipedia a scopo cautelativo per proteggere sia il lavoro dei wikipediani sia la voce stessa dai vandalismi del soggetto, i cui commenti , definiti &#8220;da querela per diffamazione&#8221;, sono stati  (giustamente) cancellati. Il Gerbino infatti si pone al centro di &#8220;infiltrazioni&#8221; e di &#8220;complotti&#8221; immaginari e vacui, e sembra incapace non solo di dare a ciascuno il suo, ma anche di distinguere tra verità e finzione. E&#8217; quanto risulta, tra l&#8217;altro, anche dalla testimonianza dello scrittore sperimentale Marco Philopat, che ha raccolto liberamente in un libro, &#8221; I viaggi di Mel&#8221; ( Shake edizioni) le affabulazioni orali del Gerbino con l&#8217;intento di de-costruirle e mettendo in luce un carattere paradossale di  provocatore semi-professionale, non privo di cialtroneria e di oscurità. &#8221; Melchiorre Gerbino &#8211; si legge in quarta di copertina &#8211; l&#8217;affabulatore, lo storico e il cialtrone&#8230;&#8221;.</p>
<p>Ad ogni modo, le tiritere non veritiere e offensive del recidivo sig.Melchiorre Gerbino , scancellato da Wikipedia e mitomane notorio, che persiste nel porre in essere comportamenti diffamatori inerenti la persona e la storia professionale e privata del sig. De Martino, così come di altre numerose persone che si vedono attribuiti atti mai compiuti,  sono irrilevanti ai fini della compilazione e di un miglioramento della voce &#8221; Gianni De Martino&#8221; che verrà eventualmente ripristinata in Wikipedia alla fine della vicenda che la riguarda.</p>
<p>P.s.<br />
* A sostegno di quanto sopra sostenuto, cfr. :</p>
<p>- Fernanda Pivano, &#8220;C&#8217;era una volta un beat. 10 anni di ricerca alternativa&#8221;, Arcana, Roma 1976 ( con foto dell&#8217;archivio di Gianni De Martino); Frassinelli, Milano 2003.<br />
- &#8220;Beat &amp; Mondo Beat&#8221;, a cura di Matteo Guarnaccia, Stampa Alternativa, Viterbo 1996.<br />
- Tiziano Tarli, &#8221; Beat italiano. Dai capelloni a Bandiera Gialla&#8221;, coll. Quadra, Castelvecchi, Roma 2005.</p>
<p>- Gianni De Martino Om, &#8216;Dateci i sacchi a pelo e tenetevi le bandiere in &#8220;Mondo Beat&#8221; n° 4, maggio 1967, ripreso in: Gianni De Martino e Marco Grispigni, &#8220;I capelloni: Mondo Beat 1966-1967, storia, immagini documenti&#8221;, Castelvecchi, Roma, 1997; e parzialmente in: AA.VV., &#8220;Ragazzi senza tempo. Immagini, musica, conflitti delle culture giovanili&#8221;, coll. &#8220;Riscontri&#8221;, Costa &amp; Nolan, Genova 1993;</p>
<p> &#8211; Gianni De Martino A. Om, &#8216;Senza motivi, senza anima&#8217;, in &#8220;Mondo Beat&#8221; n° 4, maggio 1967, ripreso in: Gianni De Martino e Marco Grispigni, &#8220;I capelloni&#8221;, op.cit.;</p>
<p>- Gianni De Martino Ohm, &#8216;Milano in stato d&#8217;assedio.Noi di Nuova Barbonia&#8217;, in Mondo Beat n° 5, luglio 1967, ripreso in Nanni Balestrini e Primo Moroni, &#8220;L&#8217;orda d&#8217;oro 1968-1977. La grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale&#8221; , SugarCo edizioni, Milano, 1988; con lo stesso titolo, nuova edizione a cura di Sergio Bianchi, coll. &#8220;Onde&#8221;, Universale Economica Feltrinelli, Milano 1997; e in: AA.VV.,&#8221; Ma l&#8217;amor mio non muore&#8221;, Arcana, Roma, 1971; con lo stesso titolo, nuova edizione a cura di Gianni Emilio Simonetti, coll. &#8220;Derive &amp; Approdi, Castelvecchi, Roma, 1997; e in: AA.VV., &#8220;Ragazzi senza tempo. Immagini, musica, conflitti delle culture giovanili&#8221;, op.cit.; e in: Pablo Echaurren e Claudia Salaris, &#8220;Controcultura in Italia 1967-1977. Viaggio nell&#8217;underground&#8221;, coll. &#8220;Saggi Arte e Letteratura&#8221;, Bollati Boringhieri, Torino 1999;</p>
<p>Gianni De Martino, &#8216;Adiòs muchachos&#8217;, in Belpoliti, Bergamini, Bifo, Binaghi, De Martino, Giorgini, Ramina, Valcarenghi, &#8220;L&#8217;altro mondo. I giovani e l&#8217;utopia dopo il &#8217;68&#8243;, a cura di Pino Mercuri, Edizioni dell&#8217;Apocalisse, Milano 1980.</p>
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		<title>Di: Melchiorre Gerbino</title>
		<link>http://www.alchemicoblu.it/2005/06/lou-reed-alla-milanesiana/comment-page-1/#comment-414</link>
		<dc:creator>Melchiorre Gerbino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Mar 2007 14:22:50 +0000</pubDate>
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		<description>NON TOCCATE CAINO!
==================
Gianni De Martino e&#039; stato denunciato da Melchiorre Gerbino pubblicamente, con una lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana. Gianni De Martino e&#039; stato denunciato quale complice di assassini, ladro, impostore: ma egli non ha a sua volta denunciato Melchiorre Gerbino, tant&#039;e&#039; che non produce copia di cio&#039;, ma continua a diffondersi sul nulla, da untuoso e melenso cafone quale e&#039;.
Ma quello che e&#039; ancor piu&#039; grave e&#039; che Gianni De Martino ha vandalizzato, nel giorno stesso della ricorrenza della morte di Pinelli, la voce &quot;giuseppe pinelli wikipedia&quot;, per toglierci il corretto link con Melchiorre Gerbino, Mondo Beat e La Contestazione, e a conseguenza di cio&#039; alcuni anarchici potrebbero intercettarlo a Sesto San Giovanni, dove lo sventurato cafone vive, per spezzargli la spina dorsale: che non lo facciano, perche&#039; toglierebbero le castagne dal fuoco al Vaticano, che non vede l&#039;ora che qualcuno lo martirizzi, ora che la spia e&#039; smascherata e si trascina penosamente sotto i riflettori dell&#039;opinione pubblica. Che gli anarchici non lo tocchino! &quot;Non toccare Caino!&quot;.
Melchiorre Gerbino
Copenhagen 16.2.2007
_______________________________________________________

&quot;WIKIPEDIA!&quot;
============
Se si consultano le voci dei personaggi storici nell&#039;Enciclopedia Wikipedia, immancabilmente si nota come ciò che vi é descritto sia oltremodo lacunoso e sfuggente. Ciò perchè quelle voci non sono state compilate da studiosi di chiara fama ma da anonimi dilettanti col pallino di storici, che hanno scopiazzato i dati da altre enciclopedie. A colmare la misura, quelle voci sono state poi sistemate da anonimi factotum di Wikipedia, i suoi &#039;amministratori&#039;, che sono andati a cercare riscontri nelle stesse enciclopedie da cui hanno scopiazzato i dilettanti: gli amministratori sono stati costretti a sfrondare aneddoti e dettagli da quelle voci, perchè hanno temuto, a copiarli paro paro da altre enciclopedie, di incorrere in denunce per violazione di copyright, o, a rimaneggiarli di propria iniziativa, di incorrere in inesattezze e svarioni, consci della propria ignoranza. Morale: dopo avere letto la magnifica voce &#039;Julius Caesar&#039; nell&#039;Encyclopaedia Britannica e dopo averne letto l&#039;abominevole in Wikipedia, viene spontaneo chiedersi: &quot;Che scopo ha Wikipedia? Cosa sta dietro la facciata della Libera Enciclopedia on-line?&quot;. Io, che da più di un anno mi confronto con Wikipedia e mi ci scontro, posso fornire una risposta esaustiva in 4 parole: &quot;Wikipedia é un business&quot;.
Il direttore, Mr. Jimmy Wales, prima di fondarla aveva lavorato due anni alla Borsa di New York: esperienza che lo ha marchiato, questa della Borsa di New York, perchè Mr. Jimmy Wales ha poi concepito la Libera Enciclopedia on-line in questi termini: &quot;A me, la borsa! A voi, le vostre storie!&quot;.
E difatti il business consiste nelle &#039;donazioni&#039; che Mr. Jimmy Wales imborsa direttamente da una turba internazionale di millantatori e di impostori che si accalcano per apparire in Wikipedia a esaltarci la propria immagine e a mistificarci la propria storia. Nè Mr. Jimmy Wales avrebbe potuto venire incontro a questa sorta di clienti meglio di quanto non abbia fatto: per apparire in Wikipedia basta essere promossi da uno che vi é già apparso! Una volta che il nuovo cliente vi appare, e si mette la coscienza a posto con la &#039;donazione&#039;, allora può descrivere alla propria voce, e tramandare come eventi storici, tutti i sogni che fin lì ha fatto a occhi aperti...
Uno di questi impostori apparsi in Wikipedia, Gianni De Martino, vi si spacciava per &quot;uno dei fondatori della rivista Mondo Beat&quot;, rivista di cui sono stato io uno dei fondatori e il direttore responsabile. Sconcertato che siffatta impostura potesse apparire in una enciclopedia, ancora ignaro del fatto che Wikipedia non rispondesse a criteri di sapere ma di profitto, io mi rivolsi ai suoi amministratori. Essi alla mia prima email fecero orecchie da mercante. La seconda gliela spedii in forma di lettera aperta, intestata pure a quotidiani e a intellettuali, e allora gli amministratori fecero la comparsata di quelli che si mettono super partes: &quot;Gerbino e De Martino vadano a bisticciarsi lontano da Wikipedia!&quot;- e lasciarono la voce &quot;Gianni De Martino&quot; così com&#039;era, proteggendoci di fatto l&#039;impostura. Alla terza email li minacciai: io e altri &#039;vecchi&#039; di Mondo Beat avremmo vandalizzato Wikipedia, a viso aperto e a oltranza, fin tanto che vi fosse apparso che Gianni De Martino era stato &quot;uno dei fondatori della rivista Mondo Beat&quot;, e allora, minacciati nel business, gli amministratori bloccarono e oscurarono la voce &quot;gianni de martino&quot;, ma non di meno il loro presidente italiano, tale &#039;Senpai&#039; (?), intervenne direttamente nella &#039;discussione&#039; di quella voce e promise a Gianni De Martino (che é uno che ovviamente ha pagato la &#039;donazione&#039;) che gli avrebbe ripristinato la voce quando &#039;il maleducato&#039; (io) non si fosse fatto più sentire.
E fu così, dopo questo primo approccio, che io cominciai a rendermi conto di cosa sia veramente Wikipedia, e del perchè la voce di Cesare vi appaia mortificata e quella di De Pincopallino magnificata.
(continua!)
Melchiorre Gerbino - Copenhagen, marzo 2007</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>NON TOCCATE CAINO!<br />
==================<br />
Gianni De Martino e&#8217; stato denunciato da Melchiorre Gerbino pubblicamente, con una lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana. Gianni De Martino e&#8217; stato denunciato quale complice di assassini, ladro, impostore: ma egli non ha a sua volta denunciato Melchiorre Gerbino, tant&#8217;e&#8217; che non produce copia di cio&#8217;, ma continua a diffondersi sul nulla, da untuoso e melenso cafone quale e&#8217;.<br />
Ma quello che e&#8217; ancor piu&#8217; grave e&#8217; che Gianni De Martino ha vandalizzato, nel giorno stesso della ricorrenza della morte di Pinelli, la voce &#8220;giuseppe pinelli wikipedia&#8221;, per toglierci il corretto link con Melchiorre Gerbino, Mondo Beat e La Contestazione, e a conseguenza di cio&#8217; alcuni anarchici potrebbero intercettarlo a Sesto San Giovanni, dove lo sventurato cafone vive, per spezzargli la spina dorsale: che non lo facciano, perche&#8217; toglierebbero le castagne dal fuoco al Vaticano, che non vede l&#8217;ora che qualcuno lo martirizzi, ora che la spia e&#8217; smascherata e si trascina penosamente sotto i riflettori dell&#8217;opinione pubblica. Che gli anarchici non lo tocchino! &#8220;Non toccare Caino!&#8221;.<br />
Melchiorre Gerbino<br />
Copenhagen 16.2.2007<br />
_______________________________________________________</p>
<p>&#8220;WIKIPEDIA!&#8221;<br />
============<br />
Se si consultano le voci dei personaggi storici nell&#8217;Enciclopedia Wikipedia, immancabilmente si nota come ciò che vi é descritto sia oltremodo lacunoso e sfuggente. Ciò perchè quelle voci non sono state compilate da studiosi di chiara fama ma da anonimi dilettanti col pallino di storici, che hanno scopiazzato i dati da altre enciclopedie. A colmare la misura, quelle voci sono state poi sistemate da anonimi factotum di Wikipedia, i suoi &#8216;amministratori&#8217;, che sono andati a cercare riscontri nelle stesse enciclopedie da cui hanno scopiazzato i dilettanti: gli amministratori sono stati costretti a sfrondare aneddoti e dettagli da quelle voci, perchè hanno temuto, a copiarli paro paro da altre enciclopedie, di incorrere in denunce per violazione di copyright, o, a rimaneggiarli di propria iniziativa, di incorrere in inesattezze e svarioni, consci della propria ignoranza. Morale: dopo avere letto la magnifica voce &#8216;Julius Caesar&#8217; nell&#8217;Encyclopaedia Britannica e dopo averne letto l&#8217;abominevole in Wikipedia, viene spontaneo chiedersi: &#8220;Che scopo ha Wikipedia? Cosa sta dietro la facciata della Libera Enciclopedia on-line?&#8221;. Io, che da più di un anno mi confronto con Wikipedia e mi ci scontro, posso fornire una risposta esaustiva in 4 parole: &#8220;Wikipedia é un business&#8221;.<br />
Il direttore, Mr. Jimmy Wales, prima di fondarla aveva lavorato due anni alla Borsa di New York: esperienza che lo ha marchiato, questa della Borsa di New York, perchè Mr. Jimmy Wales ha poi concepito la Libera Enciclopedia on-line in questi termini: &#8220;A me, la borsa! A voi, le vostre storie!&#8221;.<br />
E difatti il business consiste nelle &#8216;donazioni&#8217; che Mr. Jimmy Wales imborsa direttamente da una turba internazionale di millantatori e di impostori che si accalcano per apparire in Wikipedia a esaltarci la propria immagine e a mistificarci la propria storia. Nè Mr. Jimmy Wales avrebbe potuto venire incontro a questa sorta di clienti meglio di quanto non abbia fatto: per apparire in Wikipedia basta essere promossi da uno che vi é già apparso! Una volta che il nuovo cliente vi appare, e si mette la coscienza a posto con la &#8216;donazione&#8217;, allora può descrivere alla propria voce, e tramandare come eventi storici, tutti i sogni che fin lì ha fatto a occhi aperti&#8230;<br />
Uno di questi impostori apparsi in Wikipedia, Gianni De Martino, vi si spacciava per &#8220;uno dei fondatori della rivista Mondo Beat&#8221;, rivista di cui sono stato io uno dei fondatori e il direttore responsabile. Sconcertato che siffatta impostura potesse apparire in una enciclopedia, ancora ignaro del fatto che Wikipedia non rispondesse a criteri di sapere ma di profitto, io mi rivolsi ai suoi amministratori. Essi alla mia prima email fecero orecchie da mercante. La seconda gliela spedii in forma di lettera aperta, intestata pure a quotidiani e a intellettuali, e allora gli amministratori fecero la comparsata di quelli che si mettono super partes: &#8220;Gerbino e De Martino vadano a bisticciarsi lontano da Wikipedia!&#8221;- e lasciarono la voce &#8220;Gianni De Martino&#8221; così com&#8217;era, proteggendoci di fatto l&#8217;impostura. Alla terza email li minacciai: io e altri &#8216;vecchi&#8217; di Mondo Beat avremmo vandalizzato Wikipedia, a viso aperto e a oltranza, fin tanto che vi fosse apparso che Gianni De Martino era stato &#8220;uno dei fondatori della rivista Mondo Beat&#8221;, e allora, minacciati nel business, gli amministratori bloccarono e oscurarono la voce &#8220;gianni de martino&#8221;, ma non di meno il loro presidente italiano, tale &#8216;Senpai&#8217; (?), intervenne direttamente nella &#8216;discussione&#8217; di quella voce e promise a Gianni De Martino (che é uno che ovviamente ha pagato la &#8216;donazione&#8217;) che gli avrebbe ripristinato la voce quando &#8216;il maleducato&#8217; (io) non si fosse fatto più sentire.<br />
E fu così, dopo questo primo approccio, che io cominciai a rendermi conto di cosa sia veramente Wikipedia, e del perchè la voce di Cesare vi appaia mortificata e quella di De Pincopallino magnificata.<br />
(continua!)<br />
Melchiorre Gerbino &#8211; Copenhagen, marzo 2007</p>
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		<title>Di: gdm</title>
		<link>http://www.alchemicoblu.it/2005/06/lou-reed-alla-milanesiana/comment-page-1/#comment-413</link>
		<dc:creator>gdm</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 19:52:20 +0000</pubDate>
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		<description>P.s. Più in generale. Che fine ha fatto la famosa controcultura ? E i capelloni ? Davvero brancolano fuori di testa e di melone - come un senile gerbino o qualsiasi altro vecchio stronzo - verso il lato oscuro  della contestazione e  di psiche ? Una parola ai giovani. Il caso del nostro melchiorre gerbino, beat di antico pelo e mitomane che si vuole notorio,  è davvero emblematico del fallimento politico, letterario e umano di una generazione di sinistri picchiatelli per fortuna o sventura in via di estinzione; e dimostra - ove ce ne fosse bisogno - che beat o square si può fare una fine balorda comunque ? Alcune questioni di lettura in prospettiva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.s. Più in generale. Che fine ha fatto la famosa controcultura ? E i capelloni ? Davvero brancolano fuori di testa e di melone &#8211; come un senile gerbino o qualsiasi altro vecchio stronzo &#8211; verso il lato oscuro  della contestazione e  di psiche ? Una parola ai giovani. Il caso del nostro melchiorre gerbino, beat di antico pelo e mitomane che si vuole notorio,  è davvero emblematico del fallimento politico, letterario e umano di una generazione di sinistri picchiatelli per fortuna o sventura in via di estinzione; e dimostra &#8211; ove ce ne fosse bisogno &#8211; che beat o square si può fare una fine balorda comunque ? Alcune questioni di lettura in prospettiva.</p>
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		<title>Di: gdm</title>
		<link>http://www.alchemicoblu.it/2005/06/lou-reed-alla-milanesiana/comment-page-1/#comment-412</link>
		<dc:creator>gdm</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Feb 2007 19:51:06 +0000</pubDate>
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		<description>Affabulatore orale - come per una breve estate  apparve al costanzo show -  sulla pagina il gerbino  perde gran parte del suo smalto  di intrattenitore part-time e provocatore semiprofessionale.

 Finita la festa, egli oggi scrive piattamente, con prosa agglutinante e a tratti notarile, di &quot;complotti&quot;, &quot;fotomontaggi&quot;, &quot;infiltrazioni&quot;... E annettendo tutto e tutti affastella nei suoi lenzuoloni più sopra postati da Copenaghen un cumulo di menzogne, di corbellerie e di assurdità. Lo fa con perfidia e quasi in odio alla letteratura, ovvero con qualche sfumatura di verità , in quanto tra una maldicenza e l&#039;altra mette pure nomi veri - provocando imbarazzo in parenti, conoscenti e amici che si vedono attribuire atti mai compiuti e addirittura criminali.

&quot;Complotti&quot;, &quot;fotomontaggi&quot;, &quot;infiltrazioni&quot;.In preda a una lunga e loquace paranoia (&quot;la paranoia è loquace&quot;, direbbero i ragazzi ) il gerbino va avanti così fino al delirio, abbandonandosi senza ritegno alcuno a una specie di  maligna curvatura narcisista di psiche.

E  cade nel ridicolo quando asserisce a gran voce e non senza pretenziosità che la pivano e il de martino avrebbero, con i loro libri, complottato a danno suo e del Movimento fino a pubblicare &quot;fotomontaggi&quot; per discreditare il grande leader, proprietario &amp; direttore de &quot;La Contestazione&quot; , su ordine nientedimeno della ... CIA e - ovviamente - del Vaticano...

Ponendosi al centro di un complotto immaginario e vacuo, il mattacchione non scrive delle sue &quot;fissazioni&quot; da disoccupato cronico come farebbero, che so,  burroughs, philip dick o don de lillo ( che  restano onesti, geniali e sobri paranoici formali), ma - sciolte le trecce o quel che resta dei capelloni al vento dell&#039;open source illimitato e proteiforme - conduce da un po&#039; di tempo via Internet una vera e propria campagna di diffamazione non priva di  accenti maniacali e di vigliaccheria.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Affabulatore orale &#8211; come per una breve estate  apparve al costanzo show &#8211;  sulla pagina il gerbino  perde gran parte del suo smalto  di intrattenitore part-time e provocatore semiprofessionale.</p>
<p> Finita la festa, egli oggi scrive piattamente, con prosa agglutinante e a tratti notarile, di &#8220;complotti&#8221;, &#8220;fotomontaggi&#8221;, &#8220;infiltrazioni&#8221;&#8230; E annettendo tutto e tutti affastella nei suoi lenzuoloni più sopra postati da Copenaghen un cumulo di menzogne, di corbellerie e di assurdità. Lo fa con perfidia e quasi in odio alla letteratura, ovvero con qualche sfumatura di verità , in quanto tra una maldicenza e l&#8217;altra mette pure nomi veri &#8211; provocando imbarazzo in parenti, conoscenti e amici che si vedono attribuire atti mai compiuti e addirittura criminali.</p>
<p>&#8220;Complotti&#8221;, &#8220;fotomontaggi&#8221;, &#8220;infiltrazioni&#8221;.In preda a una lunga e loquace paranoia (&#8220;la paranoia è loquace&#8221;, direbbero i ragazzi ) il gerbino va avanti così fino al delirio, abbandonandosi senza ritegno alcuno a una specie di  maligna curvatura narcisista di psiche.</p>
<p>E  cade nel ridicolo quando asserisce a gran voce e non senza pretenziosità che la pivano e il de martino avrebbero, con i loro libri, complottato a danno suo e del Movimento fino a pubblicare &#8220;fotomontaggi&#8221; per discreditare il grande leader, proprietario &amp; direttore de &#8220;La Contestazione&#8221; , su ordine nientedimeno della &#8230; CIA e &#8211; ovviamente &#8211; del Vaticano&#8230;</p>
<p>Ponendosi al centro di un complotto immaginario e vacuo, il mattacchione non scrive delle sue &#8220;fissazioni&#8221; da disoccupato cronico come farebbero, che so,  burroughs, philip dick o don de lillo ( che  restano onesti, geniali e sobri paranoici formali), ma &#8211; sciolte le trecce o quel che resta dei capelloni al vento dell&#8217;open source illimitato e proteiforme &#8211; conduce da un po&#8217; di tempo via Internet una vera e propria campagna di diffamazione non priva di  accenti maniacali e di vigliaccheria.</p>
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