AlchemicoBlu

Laboratorio di trasmutazioni creative

Google News

marzo30

Da quando la Repubblica.it ha deciso di tirarsi una mazzata nelle parti intime scegliendo una veste grafica confusa, pubblicitaria, disorientante e piena di messaggi ridondanti che contribuiscono all’inconscio fenomeno di “invisibilizzazione” dei settori dello schermo del browser da parte della mente degli utenti, mi sono sentita orfana di notizie on-line.
LaStampa.it è un ottimo punto di riferimento per gli approfondimenti (in particolare mi piacciono le sezioni Hi-Tech e Tempo Libero). Ma, comunque, la trovavo troppo limitata per quanto riguarda il resto (poche notizie, poco aggiornate, ma questo è un problema universale).
Ed ecco che il mitico Google mi fa ri-innamorare: le news personalizzate. E’ una sezione del motore di ricerca che “spulcia” tra i siti di informazione alla ricerca di notizie, in base a parole chiave tematiche o a temi prescelti. E’ tutto personalizzabile. E’ tutto usabilissimo. Io mi sono fatta le mie sezioni: Videogame, Fumetti, Cinema, Arte Digitale…
Vado lì e lui cerca per me tutto quello che potrebbe interessarmi.
Accorrete numerosi.
Approfittatene.
Questo tipo di personalizzazione dei serivizi è geniale. Geniale.

Ciao Cile…

marzo29

Ciao Cile. Non riesco a dire altro.

Ciao Cilel

E invece, penso molto. Penso che sei sepolto lì dietro, in giardino, e che ti ho scavato la buca di notte, con Natan che illuminava il terreno con una torcia. E penso che ho portato tre lanterne accese fuori, e le ho messe lì intorno, per rischiarare una notte buia e triste come quella di ieri, in cui ti ho dovuto salutare, spezzato e con il sangue alla bocca, ingiustamente, a due anni.
I gatti anno nove vite, tu le tue te le sei bruciate in fretta.
Chissà chi ti ha investito.
Chissà perché non si è nemmeno fermato.
Chissà se ti avessimo costretto a stare in casa…
Ma non si può. Voi gatti siete liberi, incoscienti e tu, da piccolo, eri anche sordo. Una volta hai rischiato di essere mangiato da Ulisse, con cui poi hai fatto amicizia. Una volta un altro cane ti ha quasi staccato la testa. Ma sei sopravvissuto. Mille altre volte ti sei azzuffato con la gatta. Ma non era mai “per davvero”.
Ora non farai più niente di tutto ciò. Chissà se rinascerai. In cosa rinascerai. In che forma, intendo. Se sarai ancora gatto, spero che mi ritroverai, come hai fatto stavolta, e che vorrai stare ancora con me.
Per quanto mi riguarda, ti ricorderò sornione, beato, bianco_sporco, con le zampe enormi, con i tuoi occhi azzurrissimi e quel pelo lungo e bianco.
Per quanto mi riguarda, oggi è un giorno orrendo e non riesco a smettere di pensare che sei là fuori, dietro la finestra del bagno, con un mazzolino di fiori striminzito sul terreno, dove ci sei tu.
Come in un racconto di Poe, vorrei scavare, la notte, e venire a tirarti fuori, per vedere se sei ancora vivo. Il cuore mi dice così, ma la mente e le mani che ti hanno sentito freddo e rigido, sanno che è altrimenti.

Per due anni mi hai fatto compagnia. Per due anni mi hai fatto sorridere.
Ciao Cile…

Cile uno
Cile due
Cile tre
Cile quattro

P.S: anche Natan sta molto male. Pensa un po’, è sicuro che tu fossi il suo vecchio gatto reincarnato… Se non era stata fortuna questa, ritrovarvi così…

Joichi Ito a Milano

marzo18

Così, improvvisamente, la mia prof. mi ha detto che Joichi Ito era stato invitato a una conferenza in Bicocca, a Milano.
Mi sono fiondata con curiosità e ne è stra-valsa la pena.
Joichi si è rivelato una persona interessante, colta, un abile oratore, veramente capace di attirare l’attenzione e di comunicare, senza annoiare, senza “salire in cattedra”, facendo divertire e riflettere insieme. Cosa non facile, perché ultimamente ho assistito a conferenze o di una noia mortale o di nessuno spessore.
Invece lui ha parlato di Creative Commons, di attività, di reazione, di libertà di parola ma anche, e soprattutto, di pensiero. Fino a poco tempo fa pensavo che le proprie idee andassero nascoste, occultate, difese a spada tratta, perché c’era il rischio che “qualcuno me le rubasse”.
Invece no, ho capito che le idee sono come un dono: qualcosa che si deve dare, appunto, condividere. E allora condividiamo questa conoscenza, condividiamo la creatività.
Ito ha parlato di Creative Class. Effettivamente non ci avevo mai pensato.
Creative Class Rocks!
E’ un termine un po’ inflazionato (i benpensati finti anti-conformisti si appiccicano rapidamente questa etichetta per rimarcare il loro status di liberi pensatori), ma il concetto è davvero esagerato. Un insieme di persone che hanno voglia di pensare e di fare insieme, senza remore, senza “tirchierie mentali”, senza invidie. Una forte contrapposizione a quella Consumist Class (non so se esiste, ma mi sembra l’opposto diametrale) che pensa invece a fare soldi e acquistare.
E’ semplicistico parlare in questi termini, lo so bene.
Ma rende l’idea di come mi schiero io, personalmente.
E’ tutta la vita che cerco di fare quello che mi piace. Ora ho scoperto che c’è una comunità con cui condividere tutto questo, che anzi non aspetta altro.
Alla faccia di chi sostiene che pensare e fare certe cose “non ne vale la pena”, “non serve a niente”. L’umanità non è progredita grazie ai riformisti ancorati ai loro feticci (denaro-potere-protagonismo-successo), ma a pensatori che si sono messi in discussione ogni giorno, che hanno rischiato e hanno anche perso, spesso (“scegli, scegli un’altra volta, e scegli di perdere…”).

Io preferisco rischiare – perdere, magari – piuttosto che vivere nell’ottuso grigiore della paura. Del luogo comune. Della proprietà esclusiva. Dell’isolamento mentale.

No, grazie. Io scelgo CC, e non solo per quello che scrivo, ma per quello che vivo.

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