AlchemicoBlu

Laboratorio di trasmutazioni creative

Open Source – Cosa conosco e cosa amo

febbraio22

Uso il computer da anni, tanti anni, eppure da un anno a questa parte ho vissuto una vera e propria svolta, i miei orizzonti si sono allargati tanto (sempre grazie a Natan, ovviamente).
L’Open Source si è rivelata una scoperta folgorante: programmi gratuiti liberi, stabili, costantemente aggiornati, fortemente personalizzabili, da usare, sì, ma anche da condividere, da diffondere.
Cosa uso?

WordPress – E’ l’anima di AlchemicoBlu, dove io scrivo e che mi aiuta a colmare le mie lacune tecnologiche, creando un html pulito e corretto, aiutandomi a gestire i contenuti, semplificandomi la vita quando scrivo e facendomi divertire. Esiste (a breve disponibile) la versione italiana.

OpenOffice – Un’alternativa più che valida al purtroppo diffusissimo MS Office. Privo di tanti dei bug che caratterizzano il cugino sventurato, è ovviamente gratuito, e permette di visualizzare tutti i tipi di file che normalmente si aprono con Word, Excel, eccetera: .doc, . xls, .rtf, .ppt, eccetera eccetera… Esiste un’ottima versione in italiano. Una funzione veramente esagerata è quella della possibilità di creare file .pdf da qualunque documento redatto, automaticamente e in modo semplice e veloce. (Per inciso: Open Office mi ha evitato nottate in bianco e angosce profonde per l’impaginazione della tesi. Mi ha gestito 196 pagine in modo stupendo senza farmi venire ulcere né paranoie).

FireFox – Ho cestinato per direttissima Internet Explorer e ho installato FireFox. Personalizzato graficamente, rapido a caricarsi, esente (per ora) da qualunque tipo di spyware-attacco-schifezza che si trova in rete, ha una serie di plugin accessori (per la ricerca, per esempio), che mi hanno semplificato la vita. Anche qui esiste la versione italiana. Non c’è motivo alcuno per restare con quell’altra E azzura…

ThunderBird – Per anni ho titubato e mi sono tenuta una vecchissima versione di Outlook. Ora, con ThunderBird, sto molto meglio: meno spazio occupato (perché? Non saprei, i messaggi sono sempre gli stessi: dal 1997 ad oggi), rapidità di utilizzo, funzionalità avanzate… Ho scoperto anche la possibilità di criptare i messaggi con una Chiave Pubblica. Le liste di discussione sono gestite in modo ottimale, è possibile effettuare sottoscrizioni per Feed e RSS. Ed è graficamente meraviglioso. Versione italiana qui.

Ecco, un po’ di pubblicità gratuita per degli ottimi prodotti (peraltro, gratuiti liberi).

WordPress 1.5 e localizzazione

febbraio22

Domenica il mio magnanimo WebMaster – Artista Digitale personale mi ha rimodernato la piattaforma per la gestione dei contenuti di AlchemicoBlu e mi ha installato WordPress 1.5.
E’ un paradiso, usabilità esagerata, bug quasi del tutto inesistenti e, soprattutto, è Open Source e viene costantemente (e ottimamente) aggiornata.
Avevo intrapreso una traduzione autonoma dall’inglese all’italiano, per dare il mio piccolissimo contributo a questa comunità tanto ricca quanto generosa (ah, l’amore per il codice! Ah, il rispetto della banda! Ah…) ma ho subito scoperto che un gruppo di volenterosi ha già effettuato la traduzione, che ora deve essere betatestata e controllata! Ovviamente mi sono offerta volontaria per la collaborazione, così finalmente potrò restituire qualcosa a una comunità che mi sta dando tanto…

Posti dove smaltire la sbronza – 1

febbraio20

Ci sono una serie di posti dove è possible andare per ripigliarsi da una bevuta inaspettata che ha causato una “brillità” molesta.

Un normalissimo aperitivo del giovedì sera si può molto facilmente trasformare in una mezza ubriacatura. Bastano un ragazzo appena arrivato, due amici usciti dal lavoro e un locale dove portano degli enormi piatti di cose da mangiare (a patto che tu beva come non mai).
E così questo semi-squallido locale è diventato il nostro rigufio preferito per “allegrarci” dopo una giornata di stenti e privazioni.
Vi assicuro che un Campari col bianco e un Negroni bastano per permettere di affrontare una piacevole serata.
Beviamo. Con Natan, Paolo e Max parliamo di argomenti (più o meno seri, i migliori e più sobri di voi ricorderanno con cosa ho cercato di chiudere prima di andare via, beccandomi un “Vale, sei la peggiore”).
Mangiamo con voracità e beviamo inconsapevoli. E poi, Paolo ha la riunione Scout (ebbene sì, per sopportarla era necessaria una mezza ubriachezza) e Max deve tornare a casa. Finalmente soli, io e Natan ci avviamo verso la Casa dello Sticchio, per cenare, ma giunti nei pressi ci accorgiamo che la fame era pressoché inesistente e, senza alcuna voglia di tornare a casa, decidiamo di ripiegare sul primo posto aperto che vediamo: il Nuovo Sfavillante Multipiano Ipermercato Il Gigante.
Entriamo, abbagliati dalle luci al neon e dai faretti alogeni e mentre sono in bagno Natan va in fissa su un set di pentole anti-aderenti. Ho dovuto portarlo via con la forza bruta.
Ci aggiriamo per il supermercato, osservando pieni di meraviglia le minestre di piselli, carote, lenticchie, farro, avena, riso, orzo, cercando riviste porno da sfogliare (e scopernedo che nei supermercati non ci sono riviste porno, ma ci sono le Garzantine che vanno dalla A fino a FRU[ttolo]). Salendo al piano di sopra, Natan si profonde in un mesto spettacolino salendo su una scala mobile ferma e facendo il moonwalking per 500 metri, per dimostrarmi che anche la sua scala andava, in realtà.
Al piano di sopra, paradiso di tecnologia varia, commentiamo inorriditi una serie di DVD venduti sottocosto, dissuadendo numerosi potenziali clienti (scusate, ma c’erano film tipo “Minuti di piombo”, “Lui sa chi sei”, “Andiamocene, amore, andiamocene” e altra roba inesistente e innominabile).
[Ali, ovviamente abbiamo nascosto i libri di TU SAI CHI...]
Natan si è messo a giocare a PES4 su X-Box e sono riuscita a farlo allontanare da Recoba il cino appena in tempo, prima di perderlo (qualcuno mi spiega perché c’era selezionato l’Uruguay, in un supermercato!?) e, dulcis in fundo, per tornare al piano inferiore, ci siamo catapultati correndo sulla scala mobile che andava in salita, facendoci riprendere da una guardia giurata che, con disapprovazione (ma secondo me gli veniva anche da ridere) ha esclamato: “Come i bambini, come…”
Dopo tre quarti d’ora in questo paese delle meraviglie, siamo tornati a casa.

Posto numero 1 per smaltire una mezza sbronza: Il Gigante.

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